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La nipote di Mussolini contro Facebook: “bannata” per gli auguri al nonno

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Il profilo Facebook Edda Negri Mussolini, nipote del Duce, è stato disattivato dopo che aveva scritto “Buon compleanno nonno”. Ecco la sua accusa al social network.  

Il profilo Facebook di Edda Negri Mussolini è sparito tre settimane fa. La nipote del Duce aveva pubblicato un post con scritto: “29 luglio buon compleanno nonno”, e poco dopo la sua pagina personale era stata disattivata. La Nostra, già sindaco di Gemmano (Rimini), stupita e arrabbiata, non ci ha pensato due volte a inviare un messaggio di posta elettronica certificata alla sezione italiana di Facebook, chiedendo che il suo vecchio profilo venga riattivato. Ma la battaglia è solo agli inizi…

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La battaglia social di Edda Negri Mussolini

“Il 29 luglio – spiega Edda Negri Mussolini all’agenzia Ansa – ho scritto sul mio profilo Facebook ‘buon compleanno nonno’. Non ho scritto altro, non ho inneggiato al fascismo. Il post è stato bloccato per 24 ore, poi il profilo è stato disabilitato. Su quel profilo avevo più di 7.000 persone che mi seguivano, diverse persone mi hanno espresso solidarietà e sono state bloccate”. Polemiche e controversie analoghe sono esplose già in passato, come sa bene l’altra nipote Alessandra Mussolini. La nipote di Benito Mussolini ne fa però una questione di principio: “Questa non è una battaglia solo mia – afferma -. Non è stata data nessuna motivazione alla cancellazione, non so perché il profilo sia stato chiuso. Per aver fatto gli auguri a mio nonno? Vorrei sapere almeno la motivazione”.

Nel frattempo Edda Negri Mussolini ha aperto “una nuova pagina” raggiungibile online: “Ho chiesto all’avvocato Francesco Minutillo di seguirmi. Ha scritto una Pec che è stata ricevuta da Facebook. Non è stata data nessuna motivazione alla cancellazione, vediamo ora cosa accadrà, hanno 15 giorni di tempo. Non è solo una mia battaglia ma è una battaglia per tutti noi”. E a darle man forte è il parere del suo legale, che parla apertamente di “censura arbitraria e illegittima” e di una “battaglia di libertà e legalità che riguarda tantissime persone vittime in questi anni di veri e propri soprusi politici da parte del colosso americano”. Le armi, insomma, sono già affilate: resta da vedere chi la spunterà.

EDS