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Lampedusa, migranti: gruppo di manifestanti contesta Open Arms

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Open Arms, migrantiSi fa sempre più dura la situazione per i migranti bloccati sulla nave di Open Arms: condizioni igieniche scarse e impossibilità di scendere aumentano la tensione tra i migranti. Nel frattempo è stata organizzata una contestazione da parte dei residenti.

Sono passati otto giorni da quando Richard Gere ha fatto visita ai migranti bloccati sulla Open Arms per portare loro viveri e generi di conforto. L’attore americano aveva anche lanciato un appello nel quale spiegava che i migranti erano delle vittime fuggite dai lager libici e che gli operatori della Ong in questa situazione sono “Gli angeli”. Parole di supporto che si sperava potessero aprire una breccia ma che invece hanno lasciato la situazione invariata.

Ad oggi, infatti, non è stato dato il permesso di sbarco e la situazione sopra l’imbarcazione diventa sempre più tesa. I migranti, infatti, non capiscono per quale motivo non possano scendere, inoltre il caldo di questi giorni, unito alle scarse condizioni igieniche ed al rischio di contrarre qualche malattia non fa che acuire la tensione. I volontari continuano a contrattare e sperano che si sblocchi la situazione almeno per i 29 minori presenti a bordo (solo uno di loro è accompagnato da un adulto), ma per il momento non ci sono stati segnali da parte della Guardia Costiera.

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Open Arms contestata dagli abitanti di Lampedusa

Anche sull’isola la situazione sembra non essere delle migliori. A differenza di altre occasioni, in cui i residenti hanno manifestato contro la decisione del governo di bloccare i migranti sulle navi, in questa gli abitanti di Lampedusa hanno espresso la loro contrarietà allo sbarco. Ieri sera un gruppo non troppo nutrito di manifestanti ha contestato Open Arms chiedendo apertamente che portino i migranti da qualche altra parte.

Nel corso della protesta si sono sentite frasi come: “Siete voi a insistere per portarli qui perché non li portate in Spagna o in Francia?”, oppure: “Questi guadagnano 5.000 euro al mese e noi moriamo di fame”. Intanto nei prossimi giorni potrebbe finalmente giungere la decisione di fare sbarcare i migranti. Dal Viminale fanno sapere che non ci sono impedimenti per uno sbarco, ma Salvini (il cui ruolo come ministro dell’Interno sembrerebbe agli sgoccioli) continua a fare muro. Il prossimo 20 agosto con la probabile caduta del governo Conte, però, la sua posizione non dovrebbe più essere d’ostacolo.