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Chi è Bruno Lauzi: vita e carriera del celebre cantautore

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:05
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Bruno Lauzi è stato uno dei più grandi cantautori della scuola genovese, e un artista a tutto tondo. Ecco tutto quel che c’è da sapere su di lui. 

Cantautore, compositore, cabarettista, e molto altro ancora: Bruno Lauzi è stato un artista poliedrico, autore e interprete di molte canzoni di successo, soprattutto per celebri interpreti femminili della musica italiana, come Mia Martini e Ornella Vanoni. Ma nel corso della sua carriera si è anche cimentato nella poesia e nella letteratura. Conosciamolo più da vicino.

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L’identikit di Bruno Lauzi

Bruno Lauzi nacque ad Asmara, capitale dell’Eritrea (all’epoca colonia italiana), l’8 agosto 1937 sotto il segno del Leone, ma crebbe a Genova, dove negli anni ’50 si appassionò alla musica insieme al compagno di ginnasio Luigi Tenco, con cui condivideva in particolare l’amore per i musical e il jazz. Dopo aver conseguito il diploma si iscrisse alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università statale di Milano, ma non abbandonando mai l’interesse per la musica, specialmente quella dei cantautori francesi. A soli due esami dalla laurea lasciò l’università per inseguire definitivamente la “vocazione” per la scrittura di canzoni.

Bruno Lauzi debuttò come autore nel 1960 scrivendo Bella per Giorgio Gaber, e due anni dopo intraprese la carriera di cantautore con due brani in genovese dalle sonorità brasiliane: A Beroela e O frigideiro. Furono quelli i primi di una lunga serie di successi (ricordiamo tra gli altri Ritornerai e Il poeta, un brano divenuto il manifesto della scuola genovese e interpretato prima da Gino Paoli e solo in seguito dal suo autore).

Nel 1965 Bruno Lauzi partecipa – prima e unica volta – al Festival di Sanremo con Il tuo amore: il brano non piacque molto alla giuria e non arrivò in finale. Dopo lo shock per il suicidio dell’amico Tenco e una momentanea stasi nella sua carriera, Lauzi tornò a dedicarsi ad altre tipologie di brani, tra cui quelle per bambini, come le famosissime Johnny Bassotto e La tartaruga. Negli anni ’70 collaborò con il duo Mogol-Battisti, scrivendo le musiche per brani memorabili come E penso a te e Un uomo che ti ama. Nello stesso periodo intensificò le apparizioni neonate televisioni private, anche in veste di conduttore, e si confermò uno degli autori più ricercati e apprezzati del panorama italiano. Per Mia Martini scrisse nel 1972 il testo di un brano divenuto immortale, Almeno tu nell’universo, nonché quello di Piccolo uomo.

Gli ultimi anni di vita furono funestati dalla sofferenza per una grave forma di Parkinson, ma Bruno Lauzi non perse mai la sua ironia e schiettezza, e si impegnò per la raccolta di fondi a favore di chi soffriva della sua stessa malattia. Si spense a Peschiera Borromeo, in provincia di Milano, il 24 ottobre 2006, in seguito al peggioramento di un cancro metastatico al fegato. Sua moglie, Giovanna Coprani, sposata nel 1968, gli è rimasta accanto per tutta la vita. E suo figlio Maurizio, nato a Varese l’11 novembre 1969, ha seguito le orme paterne facendosi apprezzare come un raffinato cantautore.

EDS