Elder Lee e Gabriel Natale Hjorth “mangiano e guardano la tv tutto il giorno”

Elder Lee Gabriel Natale Hjorth
Carabiniere ucciso, Elder Lee e Gabriel Natale Hjorth si isolano in carcere – FOTO: screenshot

Come passano le giornate Elder Lee e Gabriel Natale Hjorth? Lo raccontano le guardie penitenziarie di Regina Coeli, sorprese dal loro comportamento.

Elder Lee e Gabriel Natale Hjorth sono attualmente reclusi nel carcere di Regina Coeli a Roma, con l’accusa di avere ucciso il vicebrigadiere Mario Cerciello Rega. I due giovani statunitensi hanno scelto in maniera volontaria di isolarsi da tutti. Le guardie penitenziarie che li sorvegliano giorno e notte riferiscono che nemmeno una parola è stata rivolta, nonostante i poliziotti conoscano la loro lingua. Alcune guardie riferiscono che Elder Lee e Gabriel Hjorth non fanno altro che mangiare e guardare la televisione. “Sono di appetito buono”, riporta il Corriere della Sera nella sua edizione online. “Si comportano come se non fosse successo niente e mostrano di avere un grande appetito a colazione, pranzo e cena. Non sembrano preoccupati, si mostrano indifferenti. Sarà anche per la loro giovane età. Due molto strutturati non ce li aspettavamo”.

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Elder Lee e Gabriel Natale Hjorth “mangiano e guardano la tv tutto il tempo”

I giovani inizialmente si trovavano reclusi in isolamento, poi da domenica condividono le rispettive celle con un compagno ciascuno, sempre straniero. Con loro sembra esserci un minimo di dialogo. I loro avvocati difensori, entrambi italiani ed assegnati d’ufficio, parlano di due ragazzi “molto provati”, non abituati ai controlli serrati ogni due ore, anche la notte, ed al risveglio con i manganelli sulle sbarre alle 08:00. Lee e Hjort si trovano comunque senza alcuna possibilità di poter comunicare tra di loro, con celle poste su piani diversi e la consueta ora d’aria situata in periodi diversi della loro giornata. Entrambi vengono controllati di continuo e hanno massima attenzione e massimo sostegno psicologico. Ed anche per affidare loro dei compagni di cella sono state fatte valutazioni molto approfondite.

I due sono stati divisi: non possono comunicare tra loro

Gli ambienti che li ospitano sono di 2 metri per tre, con letto a castello, un tavolino, bagno e doccia. I due hanno anche ricevuto la visita di alcuni esponenti di Consolato ed Ambasciata statunitensi, mettendosi a disposizione per eventuali richieste come quella di avere libri e vestiti, o messaggi da recapitare alle rispettive famiglie. Sembra probabile poi già una settimana un incontro con il console in persona.