Carabiniere ucciso a Roma, l’arma del delitto: un coltello da ‘Rambo’

Novità sulle indagini riguardanti il carabiniere ucciso a Roma, l’arma del delitto sarebbe un coltello da marines, come nei film di ‘Rambo’.

carabiniere ucciso arma
Carabiniere ucciso: i due fermati

Vanno avanti le indagini per la morte di Mario Cerciello Rega, il vicebrigadiere dell’Arma dei Carabinieri, ucciso a Roma nella notte tra giovedì e venerdì. Nella mattinata di oggi, intanto, a Somma Vesuviana c’è stato l’ultimo addio al militare, a cui ha partecipato e preso parola anche il comandante generale dei Carabinieri, Giovanni Nistri.

Se vuoi seguire tutte le nostre notizie in tempo reale CLICCA QUI

L’arma del delitto del carabiniere: un coltello da marines come nei film

Oltre alle indagini, vanno avanti anche le polemiche: dalle parole fuori luogo e assolutamente inopportune usate da alcuni docenti italiani, fino alle ricostruzioni che vengono ritenute fallaci, diversi sono gli argomenti di discussione in questi giorni, nei quali l’omicidio di Mario Cerciello Rega sta monopolizzando il dibattito pubblico. Nel frattempo, dalle pagine dell’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Christian Gabriel Natale Hjort e Finnegan Lee Elder, firmata dal gip di Roma, Chiara Gallo, emergono dettagli rilevanti sull’arma del delitto.

Non un normale coltello a serramanico, di facile reperibilità, ma una vera e propria arma da guerra, sebbene ‘antiquata’. Scrive infatti il gip che si tratta di “un coltello a lama fissa lunga 18 centimetri tipo ‘Trench knife’ Ka-Bar Camillus con lama brunita modello marines con impugnatura di anelli di cuoio ingrassato e pomolo in metallo brunito”. Valore sul mercato: circa 130 dollari. Si tratta di quei pugnali che si possono vedere nei film d’azione hollywoodiani, come ad esempio nella saga di Rambo, e che erano in dotazione dei marines durante la Seconda Guerra Mondiale, rimanendoci fino a molto dopo. Dunque, si tratta probabilmente di un coltello che i due ragazzi dovrebbero aver ‘importato’ dagli Usa e non si sarebbero procurati a Roma. Rispetto al coltello ci sono anche differenti versioni dei fatti tra i due: Lee accusa infatti Hjorth di averlo nascosto nel controsoffitto, ma il giovane rigetta questa versione dei fatti e spiega di aver saputo che l’amico lo aveva utilizzato solo dopo l’arrivo delle forze dell’ordine nell’hotel dove soggiornavano.