Sgarbi contro i presidi che vietano il crocifisso a scuola: “Li licenzierei tutti”

Vittorio Sgarbi (Photo by Roberto Serra/Iguana Press/Getty Images)

Il critico d’arte Vittorio Sgarbi si è scagliato senza mezzi termini contro i presidi che vietano l’uso del crocifisso nella propria scuola

Vittorio Sgarbi è intervenuto presso il Teatro Sociale di Camogli per parlare dell’immagine della Vergine Maria nell’arte. Il critico ha ripercorso la storia dell’arte dal 1200 sino al periodo contemporaneo, toccando le opere più significative e trasmettendone la loro assoluta magia al pubblico. Da Cimabue a Caravaggio, da Munch sino a Lorenzo Lotto, Sgarbi ha emozionato tutto il pubblico con il suo racconto.

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Vittorio Sgarbi: il critico d’arte e l’uomo politico

Noto per le sue posizioni nette, Vittorio Sgarbi oggi è deputato del gruppo misto eletto nella circoscrizione Emilia-Romagna nella lista Forza Italia e non iscritto a nessuna componente politica. Durante la manifestazione dedicata alla Vergine Maria, a un certo punto lo Sgarbi critico d’arte ha lasciato spazio di manovra anche all’uomo politico, dimostrazione di come le due figure siano in un certo senso inscindibili. L’ex assessore dei Beni Culturali della Regione Sicilia si è espresso, infatti, riguardo ai presidi che hanno deciso di togliere i crocifissi dalla propria scuola. “Sono fortunati perché non sono ministro dei Beni Culturali, altrimenti li licenzierei immediatamente tutti. Li licenzierei subito e senza alcun dubbio non per motivi religiosi o di dottrina. Negare il presepe o il crocefisso in aula è negare la nostra cultura, la nostra identità e le nostre tradizioni”, ha dichiarato Vittorio Sgarbi. La difesa dei simboli sacri al cristianesimo è uno dei capi saldi del pensiero sgarbiano: “A differenza ad esempio dell’Islam che non permette la rappresentazione della divinità ed arriva all’iconoclastia che abbiamo visto da parte dell’Isis, la rappresentazione del Divino fa parte della nostra cultura. E quindi negare la Croce o la Natività è contrastare le nostre stesse radici e la nostra storia”. Secondo il critico i presidi iconoclasti vanno licenziati per la loro ignoranza dato che “ignorano persino che quando dicono l’ora – sono le diciotto e trentacinque – in quel momento stesso dicono che misurano il tempo dopo Cristo. E, insieme a loro, tutto il mondo, cristiani e no”.

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Marta