Carabiniere ucciso, per la professoressa che lo ha infangato “non è la prima volta”

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Carabiniere ucciso, la professoressa che lo ha insultato avrebbe un precedente – FOTO: screenshot

In relazione al fango rivolto a Mario Cerciello Rega, il carabiniere ucciso a Roma, emerge un posizione critica della professoressa che lo ha insultato.

Ha destato grande indignazione l’intervento di una insegnante di Novara, del tutto inopportuno, in merito alla vicenda del carabinieri ucciso a Roma lo scorso 25 luglio. La donna su Twitter aveva parlato di “sguardo poco intelligente per uno che fa il rappresentante delle forze dell’ordine, non mancherà a nessuno”. Poi ha ammesso di avere agito con leggerezza, ma questo certamente non l’ha salvata da provvedimenti importanti che la situazione evidentemente richiede. Si è mobilitato in prima persona il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, il quale ha richiesto l’intervento degli ufficiali scolastici territoriali del Piemonte. Per quanto l’insegnante abbia provato a giustificarsi in qualche modo, spunta però in suo sfavore la testimonianza di una guarda della Polizia Penitenziaria di Novara, la quale riferisce che la donna già altre volte si sarebbe lasciata andare ad offese ed insulti gratuiti rivolti a rappresentanti delle forze dell’ordine, oltre a quanto già fatto ora con il povero Mario Cerciello Rega. Il poliziotto in questione riferisce anche di avere assistito alle intemperanze di questa donna all’incirca un anno fa. Dagospia riporta le sue parole.

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Carabiniere ucciso professoressa, la donna è stata sospesa: “Ha anche un grave precedente”

“Smontai dal mio turno e passai a prendere la mia compagna, poi ci fermammo in un supermercato a Novara per la spesa. Indossavo l’uniforme ed avevo la mia pistola di ordinanza. All’improvviso ricordo di aver sentito una signora bofonchiare con evidente fastidio delle frasi riguardo alla mia tenuta. Si lamentava del fatto che fossi lì. Le ho quindi chiesto quale problemi avesse, e lei ha cominciato ad aggredirmi verbalmente, davanti a suo figlio. A suo avviso non potevo girare vestito così, ed addirittura arrivò a chiedere ai responsabili del negozio di cacciarmi via, altrimenti non sarebbe più andata a fare compere in quel punto vendita. Ovviamente ha ricevuto un secco no a questa assurda richiesta. Il direttore poi è anche venuto a scusarsi con me di persona. Ora con somma sorpresa ho scoperto che questa persona ha il compito di istruire e formare i più giovani a scuola, nel delicato compito di docente che ricopre. Ma un soggetto che non rispetta le leggi dello Stato e le istituzioni è veramente in grado di farlo?”.