Carabiniere Ucciso: i pellegrinaggi, la fede ed il volontariato – VIDEO

Carabiniere ucciso, la fede, i pellegrinaggi ed il volontariatoIl ritratto emerso di Mario Cerciello Rega, il carabiniere ucciso a Roma, è di un uomo buono dedito alla fede e ad aiutare i meno fortunati.

La morte del carabiniere Mario Cerciello Rega ha colpito tutta Italia. Si trattava di un ragazzo di soli 35 anni, ucciso per una faccenda da pochi soldi – un tentativo di estorsione per qualche centinaio di euro – mentre svolgeva con dedizione e pazienza il proprio compito. Se l’ingiustizia palese che emerge da questa storia non bastasse, ad acuire il dolore di parenti, amici, colleghi e di chiunque lo conoscesse è la consapevolezza che Mario era un uomo veramente buono.

Nato a Somma Vesuviana, il 12 luglio del 1984, Mario era di servizio a Roma dal 2009 e tutti gli abitanti del suo quartiere e di quello in cui lavorava avevano imparato a conoscerlo e a volergli bene. Dai loro racconti emerge la figura di un uomo gentile, sempre pronto a dare una mano d’aiuto a chi ne aveva bisogno.

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Ritratto del carabiniere ucciso: il volontariato ed i pellegrinaggi

Questa bontà gli veniva dal cuore e l’aveva coltivata per tutta la vita seguendo gli insegnamenti del Vangelo. Mario era un cattolico praticante e dotato di una straordinaria fede che per tutta la vita aveva cercato di restituire al prossimo quello che gli era stato dato. Da anni ormai andava in pellegrinaggio a Lourdes e a Medjugorje, proprio nel luogo di culto mariano che si trova al confine tra Francia ed Italia, il carabiniere aveva dato l’anello alla moglie. Il matrimonio era stato celebrato 54 giorni fa e la giovane coppia sognava di creare una famiglia numerosa. La genuinità della sua fede non si esauriva nell’andare in chiesa, nei pellegrinaggi e nei modi gentili, ma si sublimava nelle opere di volontariato che compiva un paio di volte a settimana insieme alla moglie per conto dell’Ordine di Malta di cui faceva parte.