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Bestemmie in pubblico, scatta la multa: ecco quanto si paga

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:06
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Le bestemmie non sono più un reato, ma a Saonara (provincia di Padova) possono costare decisamente caro: fino a 400 euro di multa.

Il sindaco di Saonara (Padova) ha annunciato una maxi-multa per tutti coloro che saranno beccati a bestemmiare da un vigile urbano. E precisa che la nuova sanzione “vale per tutte le divinità”. L’obiettivo? “Arginare un malcostume diffusissimo”.

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Come e perché saranno punite le bestemmie

Il nuovo regolamento di polizia urbana deliberato dal Comune di Saonara parla chiaro: d’ora in avanti chi si lascerà scappare un’espressione blasfema sarà punito con una multa di ben 400 euro. La sanzione rientra in una “serie di provvedimenti che abbiamo adottato per arginare tutte quelle attività incivili che rendono la convivenza difficile”, spiega il sindaco Walter Stefan, come tagliare l’erba in certi orari e non tenere il proprio cane al guinzaglio. Tutto ciò, si legge nel documento ufficiale, “a salvaguardia del decoro, dell’igiene, della pulizia, della sicurezza e dell’immagine urbana”. Di sicuro, però, la misura che sta facendo più discutere è quella sulle bestemmie.

Come noto, i veneti hanno una certa “familiarità” con la blasfemia, ragion per cui spesso si tende a chiudere un occhio, o meglio un orecchio. Ma d’ora in poi, almeno a Saonara, non sarà più così. La norma voluta dal primo cittadino Stefan, all’articolo 12 del nuovo regolamento comunale, stabilisce che “è vietato bestemmiare contro le divinità di qualsiasi Credo o religione e proferire turpiloquio nei luoghi pubblici o comunque aperti al pubblico, poiché considerati atti contrari alla pubblica decenza e alla sensibilità di persone terze presenti”.

A quanto pare, il provvedimento è stato adottato a seguito degli esposti presentati da alcuni residenti che hanno lamentato la cattiva abitudine, da parte dei ragazzini del paese, di offendere la Divinità durante le serate estive. “Non è questione di fare la morale, ma è necessaria un’educazione di base che ormai manca da troppo tempo. Spiace sentire alcuni giovanissimi, spesso anche ragazze, che gridano e bestemmiano tra una parola e l’altra”, spiega Stefan. Il quale ci tiene a precisare che la norma riguarda “ogni divinità. Vale per Allah, Buddha o Maometto”.

Ecco perché il Comune ha già programmato la distribuzione di un volantino in quattro lingue (italiano, inglese, romeno e cinese) per informare tutta la cittadinanza – compresi i residenti stranieri – delle novità introdotte con il nuovo regolamento di Polizia urbana, modificato per la prima volta dopo un quarto di secolo. “Non è per spillare soldi ai cittadini, è un tentativo di educare – chiarisce ancora Stefan – . Posso capire quando un’imprecazione esce dalla bocca perché magari qualcuno si fa male. Qua in Veneto è considerato un intercalare, ma il nostro è un tentativo di arginare un malcostume diffusissimo tra gli under 18”.

Ricordiamo che in Italia bestemmiare non è più reato dal 1999, quando entrò in vigore il decreto 205. Le bestemmie costituiscono però tuttora un illecito amministrativo, punito in base all’articolo 57 del codice di procedura penale con la multa da 51 a 309 euro. In base alla legge, tuttavia, possono essere sanzionate solo le bestemmie contro Dio e non quelle contro la Madonna, i profeti e i santi (questi ultimi non essendo considerati delle divinità). E chissà che, dopo le polemiche sulle bestemmie in pubblico che le cronache regolarmente ci propongono, l’idea non faccia proseliti…

EDS