Omicidio Lidia Macchi: arrivata la sentenza per Stefano Binda

Novità clamorosa sull’Omicidio Lidia Macchi: arrivata la sentenza per Stefano Binda, i giudici danno ragione ai legali e viene assolto.

lidia macchi
(foto pubblico dominio)

Arrivata la sentenza d’appello per l’omicidio di Lidia Macchi, la studentessa trovata morta con 29 coltellate nel gennaio 1987. In primo grado, l’unico imputato del processo, Stefano Binda, venne condannato all’ergastolo, mentre la sentenza di oggi ribalta totalmente quella comminata nei confronti dell’uomo accusato di omicidio. Infatti, l’imputato è stato oggi assolto “per non aver commesso il fatto”, come richiesto dagli avvocati Sergio Martelli e Patrizia Esposito, difensori dell’imputato.

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Perché Stefano Binda non può avere ucciso Lidia Macchi

“Sono stato scarcerato, ma ero libero anche quando mi trovavo in carcere”, le prime parole di Stefano Binda, che su decisione dei giudici è stato immediatamente scarcerato. Come noto, nel 2014 tra i documenti delle indagini sull’uccisione di Lidia Macchi fu rinvenuta una lettera anonima, indirizzata alla ragazza. Un’amica della povera Lidia riconobbe la scrittura di Stefano Binda, loro ex compagno di scuola. Il caso venne riaperto e l’uomo messo in stato di accusa per omicidio volontario.

Già ieri sera, l’imputato del processo per la morte di Lidia Macchi è tornato a Brebbia sull’auto di un amico e ha fatto un giro del paese. Ad accoglierlo anche uno striscione di benvenuto. In mattinata, quindi, si è concesso una nuova passeggiata stringendo mani e salutando amici e conoscenti. C’è ancora la sentenza della Cassazione, ma sembra reggere il suo alibi: la sera del 5 gennaio 1987 – quando Lidia Macchi è stata uccisa – l’uomo stava partecipando a una gita organizzata da CL in Piemonte.