Transgender, bufera su una clinica che permette il cambio di genere a 11 anni

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Una clinica per transgender permette il cambio di genere a bambini di 11 anni, è polemica – FOTO: bbc

Una clinica per transgender consente ai bambini in età di sviluppo di poter cambiare il proprio genere di appartenenza, ma tante cose non quadrano.

C’è una clinica in Inghilterra, la GIDS – l’unica tra l’altro su tutto il suolo nazionale nel suo genere – che permette il cambio di sesso ai giovanissimi. Ed ora l’età per procedere ad operazioni di questo tipo è stata abbassata, nonostante uno studio sulla pubertà, i cui risultati non sono stati pubblicati, si sia espresso contro questa scelta. Di questo studio è stato reso noto un solo, significativo aspetto. È emerso che alcuni giovanissimi che assumevano dei farmaci per il trattamento specifico, hanno mostrato una maggiore predisposizione a suicidio ed atti di autolesionismo. La clinica ha replicato, parlando di un numero di soggetti campioni molto limitato per il raggiungimento dell’esito di tale studio, e che quindi non è possibile trarre una conclusione significativa ed adattabile su larga scala. In tale clinica, a 11 vengono somministrati dei farmaci che bloccano gli ormoni e quindi il loro normale sviluppo, in base a quanto si apprende.

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Transgender, il Gids difende la propria legittimità

La Health Research Authority, massimo ente sanitario d’Albione, vuole andare in fondo a questa questione e verificare che non ci sia stata anche la diffusione di dati sensibili ed altre informazioni circa gli effetti dei farmaci che bloccano la pubertà. Quando un bambino nel Regno Unito mette in discussione il proprio genere, può essere indirizzato al ‘Gender Identity Development Service’ (Gids) di base a Leeds. Il trattamento nello specifico lavora sul cervello per fermare l’eventuale rilascio di estrogeni o testosterone, gli ormoni sessuali che proliferano durante la pubertà. Ciò impedisce lo sviluppo di caratteristiche sessuali come ad esempio il sorgere dei seni oppure il cambio della voce. Prima del 2011, la soglia minima affinché il Gids potesse agire sui giovanissimi era fissata a 16 anni. Ora tale limite è sceso a soli 11 anni, e c’è forte polemica riguardo a questa decisione.

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Va detto però che in tutto il mondo la consuetudine è diventata proprio quella di agire durante la pubertà, e non a caso erano aumentate a dismisura le voci di bambini britannici che si recavano all’estero con le rispettive famiglie per cambiare genere. I dettagli su possibili rischi che potrebbe comportare l’agire in questo modo su dei bambini – come i potenziali effetti avversi sulla forza ossea, lo sviluppo di organi sessuali, la forma del corpo o l’altezza finale dell’adulto – sono stati inseriti in una scheda informativa distribuita ad ogni paziente. Ma è venuto fuori che altre informazioni non erano state incluse. Come ad esempio il fatto che tutti i giovani prendevano anche ormoni intersessuali, cosa della quale non erano stati informati. Di ciò se ne è accorta una trasmissione della BBC ‘Newsnight’, attraverso una inchiesta mirata, che ha portato poi anche all’emergere della statistica inerente le tendenze suicide di molti dei giovani in questione.

Non sono pochi i ragazzini che compiono questo passo

Un’altra contestazione mossa a Gids è rappresentata dal fatto che quest’ultima ha sempre parlato dei bloccanti della pubertà somministrabili come di un qualcosa dall’effetto “completamente reversibile”, nonostante il loro impatto a lungo termine risulti invece scientificamente sconosciuto. Tuttavia, un ex membro dello staff Gids ha dichiarato a Newsnight: “Io e diversi altri colleghi abbiamo sollevato preoccupazioni in tutti i forum a nostra disposizione”. Senza contare le testimonianze che accusano altri colleghi di questo anonimo informatore di essere transfobici e di aver assistito a casi di disprezzo e di atteggiamenti di negatività nei confronti dell’identità transgender. I dati di Gids suggeriscono che tra il 2012 e il 2018, 267 ragazzini di età inferiore ai 15 anni hanno iniziato a utilizzare i bloccanti.