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Roberto Palpacelli, chi è: età, carriera, problemi di droga e vita privata

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Roberto Palpacelli, chi è: età, carriera, problemi di droga e vita privata dell’ex promessa del tennis che ha da poco pubblicato l’autobiografia, Il Palpa – Il più forte di tutti. Scopriamo chi è e le radici della sua storia.

“So di non essere un esempio. Non voglio essero: credo che, per un genitore, poche cose possano dare più dolore di un figlio che scivola nella fogna degli stupefacenti e dell’alcolismo. Penso anche, però, che una persona non possa essere ridotta ai suoi difetti e ai suoi errori. Ho sbagliato, ho vissuto di rendita sul mio talento […] Ne ho pagato le conseguenze.”

Così definisce la sua storia Roberto Palpa Palpacelli nel prologo della sua autobiografia Il Palpa. Il più forte di tutti di Federico Ferrero. Roberto nasce a Pescara nel 1970, fin da subito si distingue nel mondo del tennis come un fuoriclasse, un talento innato nel maneggiare la racchetta. A sedici anni viene scoperto, nel centro tecnico Coni, da Paolo Bertolucci e Adriano Panatta, ai tempi presidente della FIT (Federazione Italiana Tennis), che stupefatto dalla performance del giovane cerca immediatamente di reclutarlo in nazionale per gareggiare tra i Grandi, con la g maiuscola. La risposta del ragazzo è però al limite dell’ inverosimile:

“Salve, io sono Roberto. E in questo lager non ci voglio stare un giorno di più, altro che venirci a vivere.”

Così in realta si conclude la storia ufficiale di Roberto Palpacelli, una stella ribelle, senza limiti. Anche se, come spesso capita nelle storie incredibili, intorno alla figura del giovane altleta si raccontarono comunque moltissime storie, per lo più leggende metropolitane: alcuni miti lo vedevano come vincitore contro Boris Becker a soli sedici anni; altri racconti narravano le sue capacità da tennista, in grado di tenere in una mano una bottiglia di birra e nell’altra la racchetta; altri ancora lo vedevano nell’oriente, a giocare sopra lo sterco di vacca indiano. Per quanto le leggende dei fan rendando la vita di Roberto una grande, sensazionale avventura, la realtà si scopre essere ben diversa: il compito di scoprire la verità viene accolto dalle mani di uno scrittore, Federico Ferrero, che insieme a Palpacelli cerca di ricostruire la storia del raccontato tennista.

Roberto Palpacelli, la vita dietro le leggende

“Negli anni Ottanta, San Benedetto, dopo Verona, era considerata la città più tossica d’Italia […] Salutai e dissi che volevo provare qualcosa, così, senza preamboli: un tipo tranquillo e gentile, mi portò ai bagni pubblici e mi fece sniffare dell’eroina. Fu il mio primo tiro: una sensazione fantastica.”

Questo stralcio, preso dall’autobiografia, racconta la frenetica discesa di Roberto verso il mondo della droga. Il ragazzo si trova in una città molto povera e il tennis diventa quasi una scusa per avvicinarsi al circolo degli spacciatori, a pochi passi dal campo da tennis. L’ex tennista racconta la storia dei suoi allenamenti con Carlo Vittori e Vittorio Roiati , il suo fisico perfetto per la disciplina e la profonda stima che il ragazzo e il suo talento naturale avevano generato negli allenatori. Roberto racconta così la sua ultima convocazione della FIT, prima di essere esluso definitivamente:

“La federazione ebbe la cattiva idea di convocarmi in coppa Europa, a Scaccia. La prima sera facemmo la <<passatella>>, un giochetto alcolico tipico delle nostre parti. Finì che mi appartai con delle ragazzine svedesi che stavano nello stesso albergo e poi, preso dai fumi dell’alcol, spaccai un po’ di cose. Ovviamente mi cacciarono e non mi chiamarono mai più”

Il ragazzo, ormai scomparso dal panorama sportivo e arrivato allo stremo della sua dipendenza, decide di entrare in comunità per disintossicarsi. Adesso Roberto sta meglio, ama ancora il suo tennis e ha deciso di raccontare la sua storia: non come il tennista più forte di tutti ma come un uomo che ha toccato il fondo e sta cercando coraggiosamente di rialzarsi.