“Molestò le sue studentesse”: ma il giudice scagiona Simon William Phillips

Simon William Phillips, ex insegnante di Sydney, ha smentito le accuse di aggressione sessuale, ma ora dice che non ha più intenzione di tornare in classe. 

Simon William Phillips, 52 anni, è scoppiato in lacrime quando il tribunale di Sydney l’ha dichiarato innocente, prosciogliendolo dai 12 capi d’accusa per “aggressione indecente aggravata” che gli erano stati addebitati.  L’ex insegnante era stato accusato di aver perpetrato violenze sessuali nei confronti di tre ragazze di età compresa tra gli 11 e i 12 anni nel 2017. Phillips è sempre stato irremovibile nelle sue smentite e incrollabile durante il controinterrogatorio. Ora il suo incubo è finito, ma lui stesso ha già fatto sapere che non ha alcuna intenzione di tornare in classe.

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Perché le accuse nei confronti di Simon William Phillips non hanno retto

Nel corso del processo, gestito dal tribunale locale di Burwood (un sobborgo nell’Inner-West di Sydney), Simon William Phillips è stato tra l’altro accusato di aver abbracciato le sue studentesse e di averne abusato sfiorando i loro seni, baciandole o dando loro delle “toccatine” sul didietro e, in un caso, premendo il suo membro in erezione contro la schiena di una ragazzina. Il magistrato Daniel Reiss ha sgombrato il campo da tutte le accuse, affermando che rimane solo un ragionevole dubbio che Phillips abbia commesso i crimini.

Il giudice ha inoltre notato che il docente adottava di metodi di insegnamento insoliti: quando parlava con i suoi studenti li teneva per mano, per assicurarsi di avere la loro attenzione, e alla fine di ogni lezioni stringeva a tutti la mano. Quanto a lui, non ha negato di aver messo le braccia attorno alle spalle degli studenti, ma ha sostenuto che non c’era alcun intento sessuale in quel gesto. “C’è una linea di confine sottile tra il tentativo di essere un grande amico per uno studente e l’adozione di comportamenti molesti”, ha detto il giudice Reiss.

In ogni caso, il magistrato ha ritenuto che l’accusa presentasse errori e lacune. Il “membro eretto” di cui sopra, per esempio, poteva essere un’altra parte del corpo o un qualsiasi oggetto. Phillips ha dichiarato alla corte che in classe non c’era uno “spazio personale”: parole che il giudice ha liquidato come “ridicole”, sottolineando che lo spazio personale dei bambini dovrebbe essere rispettato. In ogni caso, la sentenza è stata favorevole all’ex insegnante perché il calcolo delle probabilità giocava a suo favore.

EDS