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Caso Bibbiano, tesi dell’accusa e della difesa sull’indagine

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Caso BibbianoIl caso dei presunti affidi illeciti di Bibbiano ha scatenato un polverone mediatico, cerchiamo di capire a che punto è l’indagine e quali sono le tesi di accusa e difesa.

La pubblicazione degli atti dell‘indagine ‘Angeli e Demoni’ ha causato un polverone mediatico. La gravita delle accuse ai danni degli psicologi ha infatti suscitato l’indignazione di molti, tra cui gli esponenti politici del Movimento 5 Stelle che hanno utilizzato il caso (tra gli indagati c’è anche il sindaco di Bibbiano Andrea Carletti) per attaccare duramente il PD. Indignati anche i genitori italiani, che hanno indetto una fiaccolata per le vittime del presunto racket di affidi. Sull’accaduto si sono espresse anche alcune celebrità (come Laura Pausini e Nek) acuendo la spirale di odio e condanne sui social. Nel frattempo l’indagine continua, è stata allargata ad altri 70 casi di affidamenti avvenuti negli anni passati e sono finiti sotto indagine anche due ex sindaci della cittadina emiliana. L’obiettivo degli inquirenti è avere il quadro più ampio possibile, così  da poter eradicare una volta per tutte gli attori di quello che è uno scandalo di proporzioni giganti.

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Scandalo Bibbiano, tesi dell’accusa e della difesa

La tesi dell’accusa si basa sul fatto che i documenti e le relazioni degli operatori e degli psicologi siano state opportunamente falsificate per indurre i magistrati a credere che i bambini fossero stati oggetto di violenza da parte dei genitori. L’obiettivo era quello di fare allontanare i bambini dalle famiglie di origine per poterli affidare a delle specifiche famiglie che, una volta ottenuti gli affidi, sarebbero state premiate con sussidi mensili superiori al necessario (fatto che avrebbe causato un danno all’erario di 200.000 euro). Sotto accusa anche la decisione degli psicologi di non far pervenire ai bambini i regali e le notizie provenienti dalle famiglie di appartenenza, decisione che secondo l’accusa avrebbe indotto i bambini a sviluppare un distacco netto dai genitori. Per quanto riguarda le accuse rivolte ai sindaci si tratta di falso e abuso d’ufficio: Carletti avrebbe favorito alcune associazioni senza effettuare una procedura ad evidenza pubblica, allo stesso modo avrebbero agito i suoi due predecessori. Infine la onlus Hansel e Gretel avrebbe ricevuto compensi di 135 euro per ogni seduta invece dei 60-70 che si corrispondono di media alle associazioni che si occupano di questi casi.

Sebbene i legali difensori degli indagati non abbiano rilasciato dichiarazioni specifiche la difesa si basa sul fatto che le presunte falsificazioni siano delle esagerazioni. Alcuni esperti hanno fatto notare inoltre che la somma corrisposta alle famiglie affidatarie potrebbe essere superiore alla media poiché si tratta di casi difficili. Allo stesso modo la decisione di non consegnare regali e lettere delle famiglie d’origine può essere una scelta degli psicologi tesa a preservare la serenità dei bambini, ancora non consapevoli in maniera conscia delle violenze subite. Infine, per quanto riguarda la Onlus Hansel e Gretel è già caduta la prima accusa ai danni del fondatore – Claudio Foti – sulla manipolazione mentale ai danni di una bambina. Foti e la onlus sono ancora sotto indagine per presunto abuso d’ufficio, accusa che il suo legale si dice sicuro che cadrà con il prosieguo delle indagini.