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Innocente dopo 22 anni di carcere: a scoprire la verità la madre della vittima

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:38
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Innocente dopo 22 anni di carcere: a scoprire la verità la madre della vittima. Ingiustamente arrestato per lo stupro e l’omicidio di Angie Dodge, ora Christopher Tapp è libero.

22 anni sono stati quelli trascorsi in carcere da Christopher Tapp, che all’epoca dei fatti ne aveva solo 20. E solo oggi, a 42 anni, sarà finalmente libero poiché è venuta alla luce la verità sulla vicenda che lo ha visto coinvolto. L’uomo era infatti veramente innocente, come da lui stesso sostenuto per anni, di quello stupro e omicidio per i quali venne ingiustamente accusato all’epoca.

Innocente dopo 22 anni di carcere: la storia di Christopher Tapp e l’accusa di omicidio

Era il 1996, precisamente il 13 di giugno, quando Angie Dodge venne trovata senza vita nella sua casa a Falls, nello stato dell’Idaho, vittima di un accoltellamento avvenuto in seguito ad una violenza sessuale, della quale i segni risultavano evidenti sul corpo della donna. Dopo un anno di indagini, venne arrestato un conoscente della vittima e ascoltato proprio Christopher Tapp come amico della giovane, per verificare se la sua testimonianza potesse permettere alle indagini di procedere in modo più spedito. Tapp si rivelò incredulo in un primo momento, affermando di non conoscere la persona arrestata. Dopo un pressante interrogatorio però divenne lui stesso l’unico sospettato per la morte della sua amica. E’ in questo modo che Tapp venne condannato all’ergastolo.

La madre della vittima scopre la verità sul caso

Dopo oltre 20 anni è stata la madre della vittima a non essersi mai arresa e non avendo voluto credere alla colpevolezza del giovane, ha deciso di procedere da sola nella scoperta della verità, mandando autonomamente avanti le proprie indagini. La madre di Angie così riascolta a ripetizione i nastri della confessione che le pare ingiustamente estorta a Tapp e si avvale di investigatori privati. Fino ad arrivare a far nuovamente analizzare la prova del Dna, che risulta compatibile con il profilo di Brian Leigh Dripps, un uomo che abitava di fronte alla figlia all’epoca dei fatti. Interrogato dalla polizia, l’uomo confesserà quindi lo stupro e l’omicidio della donna. Dopo 22 anni trascorsi ingiustamente in carcere e una vita distrutta a causa di questa vicenda, ora a l’uomo non resterà che una probabile vittoria in una causa per risarcimento dei danni.

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