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Maurizio Mattioli arrestato per cocaina: la storia vera e l’assoluzione

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Nel passato dell’attore, doppiatore e comico Maurizio Mattioli c’è un episodio molto spiacevole e doloroso legato a un presunto spaccio di droga: ecco tutto quel che c’è da sapere. 

Maurizio Mattioli, classe 1950, è uno dei più grandi protagonisti della commedia italiana. Non tutti sanno però che nel suo passato c’è un episodio particolarmente spiacevole e doloroso legato a un presunto traffico di droga, Nel 1995 , infatti, l’attore, comico e doppiatore venne arrestato per spaccio di cocaina e rimase un mese detenuto nel carcere di Poggioreale a Napoli, per poi essere assolto.

Quel periodo buio nella vita di Maurizio Mattioli

Maurizio Mattioli ricorda naturalmente con profonda amarezza l’episodio dell’arresto per droga e della successiva assoluzione. Non sempre infatti l’Italia è un paese che perdona. “Negli anni ‘70/‘80 le persone venivano arrestate anche sotto la soffiata di un mafioso – ha dichiarato lui stesso tempo fa in un’intervista al sito del Giornale – , se un pregiudicato diceva qualcosa l’altra persona veniva arrestata. In quel periodo si sono verificati diversi suicidi”.

Nel suo caso, infatti, indagine nacque dalle confessioni del pentito Mario Fienga, un esperto del traffico di droga. L’inchiesta ribattezzata “la coca dei Vip”, visto che erano stati rinviati a giudizio diversi indagati molto in vista nel mondo dello spettacolo e della mondanità salottiera, come Gioia Tibiletti (in arte Gioia Scola), Mary Ramunno, Rosario Viglione, Gino Vannini e Vincenzo Buondonno.

“Ma io ero solo un cretino che qualche volta l’ha provata, mai venduta, mai spacciata, come poi hanno capito gli inquirenti” ha spiegato lo stesso Mattioli. Quel mese in galera fu un'”esperienza terribile, temevo di aver perso tutto, ricordo ancora quelle ore interminabili sulla brandina mentre guardavo il soffitto in cerca di perché. Non so neanche quante volte sono scoppiato in lacrime o ho dato i pugni al muro. E poi pensavo a mia moglie, e alle persone che improvvisamente non la salutavano più”.

Maurizio Mattioli ha anche raccontato di essere riuscito a superare quel difficile periodo grazie anche a “persone speciali come Pierfrancesco Pingitore”. “Grazie a lui e al Bagaglino ho scoperto la popolarità, e soprattutto non mi ha mollato quando sono finito in galera” ha detto. Poi, appena uscito, “mi chiamò e disse: ‘Questa sera sali sul palco e vai in televisione'”. Mattioli tira così le somme della sua esperienza: “Un mese a Poggio Reale e da incensurato, assolto in primo grado dopo appena quindici minuti di processo. Una follia totale. E una batosta che poteva azzerarmi”. Per fortuna non è successo.

EDS