Home News Sviene e cade sopra una cannuccia di metallo: 60enne muore sul colpo

Sviene e cade sopra una cannuccia di metallo: 60enne muore sul colpo

CONDIVIDI

60enne muore a causa di un incidente domestico60enne muore a causa di un tragico incidente domestico: a seguito di uno svenimento un’anziana inglese è rimasta trafitta da una cannuccia di metallo. Approfondiamo la vicenda.

L’episodio, che risalirebbe allo scorso novembre, è stato ripreso in seguito alle pubblicazioni del medico legale incaricato di porre una degna conclusione all’indagine. Il tragico fatto è avvenuto in Gran Bretagna, a Poole, e la malaugurata vittima è stata una 60enne, Elena Struthers-Gardner, che svenendo è caduta sopra la cannuccia di metallo che aveva fissato al suo bicchiere: il peso della testa comportò il trafiggimento dell’occhio sinistro e del cervello, portando ad un’inevitabile decesso.

60enne muore a causa di un incidente domestico, chi era e il referto del medico legale

Elena era un’ex fantina che, alla tenera età di ventun anni, era caduta da cavallo segnando con un brusco incidente il suo futuro sportivo e vitale: la caduta la rese invalida e definì la conclusione della sua carriera ippica. Era seduta sulla poltrona di casa sua quando, a causa di uno svenimento, rimase fatalmente trafitta da una cannuccia di metallo lunga ben 25 centimentri. Il medico legale, il dottor David Parham, ha specificato che la causa del decesso fu una lesione traumatica del cervello provocata dalla cannuccia penetrata attraverso il bulbo oculare sinistro. L’esame post-mortem del dottor Parham esclude anche la morte sul colpo: all’arrivo dei soccorsi la donna era ancora viva, nonostante l’ingiurioso trauma, e il decesso avvenne la mattina successiva. Sia il medico legale che i paramedici sono rimasti fortemente sconvolti dalla vicenda, posti davanti ad un caso che non avevano mai visto. Per quanto rara, la questione evidenzia la pericolosità delle cannucce di metallo, ma non per i soli anziani. L’utensile potrebbe rivelarsi pericoloso anche tra le mani di un bambino o dei soggetti affetti da disabilità fisiche, diventando, come in questo caso, un’insospettabile arma.