Morte Stefano Marinoni: l’autopsia non scioglie i dubbi, si pensa all’omicidio

l'autopsia non scioglie i dubbi si pensa ad un omicidioContinuano le indagini sulla morte di Stefano Marinoni. Dopo l’autopsia prende corpo l’ipotesi omicidio, si procede con l’analisi dei filmati.

La morte di Stefano Marinoni, 22enne di Baranzate scomparso lo scorso 4 luglio e ritrovato pochi giorni fa senza vita, continua ad essere un mistero. Il corpo del ragazzo è stato trovato in avanzato stato di decomposizione e dilaniato dai morsi degli animali, inizialmente si è pensato che il giovane potesse essersi suicidato gettandosi da un traliccio, ma questa ipotesi risulta sempre meno credibile. L’autopsia, infatti, ha confermato che sul cadavere mancano i traumi da caduta alle braccia, alle gambe, al collo ed alla colonna vertebrale. Inoltre la frattura allo sterno non è compatibile con una caduta ma con un colpo ravvicinato. Nei prossimi giorni si procederà dunque con un esame tossicologico e ulteriori analisi per cercare indizi chiari sulla causa del decesso.

Oltre alle risultanze autoptiche, ciò che rende improbabile l’ipotesi suicidio è la mancanza di un movente. Stando a quanto riferito dai genitori e dagli amici del ragazzo, infatti, Stefano non aveva motivi per compiere un simile gesto. Il titolare dell’azienda per cui lavorava ha escluso inoltre che ci fossero problematiche sul posto di lavoro con qualche collega.

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Stefano Marinoni è stato ucciso?

L’unica pista da seguire è quella legata alla chiamata che Stefano avrebbe ricevuto prima di uscire di casa. Secondo il racconto fornito dal padre, infatti, il figlio era appena rientrato in casa dal lavoro e dopo una doccia è uscito dicendo che sarebbe tornato entro 20 minuti. Il ragazzo aveva lasciato il portafoglio a casa, segno che non aveva intenzione di rimanere fuori a lungo. Il padre è  dunque convinto che fosse uscito proprio per vedere una persona che gli aveva chiamato da poco, gli amici storici però hanno dichiarato ai carabinieri di non averlo visto quella sera.

Ad alimentare i dubbi su quanto successo al ragazzo ci sono le testimonianze delle persone che abitano nei pressi della strada in cui è stato ritrovato il corpo. Questi infatti hanno dichiarato che l’auto di Stefano non era presente nei giorni precedenti al ritrovamento del corpo. Questo starebbe ad indicare che qualcuno l’abbia portata lì in un secondo momento, dopo aver saputo che c’era un’indagine in corso per ritrovarlo.

Una possibilità è che Stefano avesse nascosto a familiari e amici una parte della sua vita, ipotesi ritenuta poco probabile da chi lo conosceva: il 22enne faceva una vita regolare andando a lavorare ogni giorno ed uscendo con gli amici solo il fine settimana. Ma allora chi lo aveva chiamato? Gli amici nascondono qualcosa o nella vita di Stefano c’erano dei piccoli segreti? I dubbi sono molti e maggiore chiarezza potrà essere fatta solo dopo che gli investigatori avranno esaminato i filmati delle telecamere di sorveglianza.