Roberta Ragusa, no dei parenti al risarcimento: “Non vogliamo i soldi di Logli”

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“Non vogliamo i soldi di Antonio Logli”, l’annuncio dei parenti di Roberta Ragusa – FOTO: Facebook

Erano otto i congiunti di Roberta Ragusa costituitisi come parte civile nel processo: tutti loro hanno preso una decisione simbolica assai significativa.

Il caso relativo a Roberta Ragusa ha avuto il suo definitivo epilogo la scorsa settimana con la condanna del marito Antonio Logli a 20 anni di carcere. In terzo grado è stato confermato il precedente verdetto espresso anche nei primi due importanti appuntamenti in aula di tribunale. Logli è stato riconosciuto dai giudici come l’assassino della moglie, della quale è riuscito anche a fare sparire il corpo, secondo i giudici. Ed ora dovrà scontare la sua pena all’interno del carcere Sughere di Livorno. In virtù del fatto che Roberta Ragusa – o ciò che ne rimane – non è mai stata individuata, l’uomo si è sempre difeso parlando di un allontanamento volontario. Tesi che però neppure in Corte di Cassazione è stata presa in considerazione. Ora è giunta la condanna, per omicidio e distruzione di cadavere.

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Roberta Ragusa, i parenti: “Non vogliamo i soldi di Logli”

La famiglia della donna, che invece ha sempre pensato che Logli avesse delle responsabilità importanti in questa annosa vicenda di cronaca nera sorta a partire dal 14 gennaio 2012, ha fatto sapere comunque di non avere alcuna intenzione di aprire un contenzioso civile per ottenere un risarcimento. Di questo hanno dato notizia gli avvocati dei diversi parenti di Roberta. Il quotidiano ‘Il Tirreno’ riporta: “La cosa importante per noi era ottenere giustizia con una sentenza che mettesse la parola fine al tutto. Così è stato. Avere i beni di Logli non ci interessa e non è per questo che ci siamo costituiti parte civile nel processo”. In totale sono 8 i congiunti della allora 45enne sparita da Gello San Giuliano, in provincia di Pisa, che avrebbero avuto diritto a chiedere un risarcimento ma che invece, di comune accordo tra loro, hanno rinunciato all’ottenimento di qualsiasi indennizzo.