Ponte Morandi, scoop del Financial Times: “Problemi di sicurezza da 10 anni”

Ponte Morandi financial times
Il Financial Times rivela delle novità sul crollo del Ponte Morandi (screenshot video)

Secondo l’autorevole quotidiano britannico ‘Financial Times’, il Ponte Morandi avrebbe presentato problemi importanti da circa un decennio, Atlantia replica.

In merito al crollo del Ponte Morandi, avvenuto il 14 agosto del 2018, arriva uno scoop del Financial Times. L’autorevole quotidiano britannico riferisce che la struttura ebbe dei grossi problemi relativi alla sicurezza prima del disastro. E ciò lo si evince da un rapporto appositamente commissionato da Atlantia. Quest’ultima è una società direttamente gestita dal gruppo Benetton, che presiede anche Autostrade per l’Italia. I problemi di tale natura permanevano dal 2008, secondo il Financial Times, che riporta come Atlantia non avesse considerato urgente la necessità di dover intervenire per rimodernare il Ponte Morandi. Questo rapporto non è mai stato reso pubblico, rimanendo esclusivamente a disposizione degli inquirenti che hanno portato avanti l’inchiesta relativa al disastro costato la vita a 43 persone.

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Ponte Morandi, le notizie rivelate dal Financial Times

In qualche modo però il noto giornale del Regno Unito è riuscito a metterci le mani sopra, confrontandosi anche con delle fonti interne ad Atlantia. “Alcune persone vicine al consiglio di amministrazione della società hanno svelato che tale rapporto fu presentato in tutta fretta, senza lasciare il tempo necessario per assorbire i contenuti del documento. La risposta di Atlantia all’avvenuto disastro fu disorganizzata. Per organizzare una riunione del CdA occorse ben una settimana di tempo”. Viene anche riportato come questo controverso rapporto fu commissionato per il mese di settembre, allo scopo di verificare se ci fossero elementi imputabili direttamente ad Atlantia per questa sciagura.

Atlantia si difende: “Nessuna indicazione di urgenza”

“In una scala di valutazione da 10 a 70, interventi strutturali urgenti al Ponte Morandi furono stimati in un valore di 60. Le travi nello specifico presentarono dei problemi nel 2011 e poi ancora in alcuni test supplementari avvenuti nel 2018, pochi mesi prima del crollo”. La società ha comunicato direttamente al Financial Times che un valore di 60 non comporta un problema di sicurezza immediato e che consente il concepimento di un piano di interventi nell’ambito dei 5 anni successivi. “Per cui non c’è mai stata alcuna relazione che richiedesse un intervento urgente al ponte”.