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Antonio Logli, condanna senza corpo della vittima: ecco come funziona

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:27
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Antonio Logli, condanna senza corpo della vittima: ecco come funziona. A poche ore dalla sentenza definitiva di condanna per la morte di Roberta Ragusa, Taormina spiega alcuni dettagli del procedimento.

E’ da ieri sera che la Corte di Cassazione ha stabilito di confermare quanto già definito dai giudici del primo e secondo grado di giudizio sul caso di Roberta Ragusa. Antonio Logli, il marito della donna, è stato infatti condannato in via definitiva a scontare 20 anni di carcere con l’accusa di omicidio e distruzione del cadavere della Ragusa.

Antonio Logli, la sentenza definitiva sul caso della morte di Roberta Ragusa

In questi anni l’accusa ha sempre accusato Logli di aver ucciso la moglie dopo un’accesa discussione, dovuta al fatto che la donna aveva scoperto la relazione clandestina del marito con Sara Calzolaio, con la quale Logli è ancora legato. Quest’ultimo, che attualmente si trova nel carcere di Livorno, ha sempre ribadito la propria innocenza. Rimane però da chiarire un altro grande interrogativo che rimarrebbe ancora oggi irrisolto. Dove si troverebbe il corpo della donna?

Condanna senza corpo della vittima: ecco come funziona in questi casi

Anche l’avvocato Carlo Taormina ha evidenziato durante un’intervista a ilsussidiario.net che si tratta di una sentenza che fa tornare in mente il detto “poca prova poca pena”, poiché per la gravità del reato di cui è stato accusato Logli, la pena sarebbe troppo breve. Per Taormina inoltre mancherebbe la prova positiva indiziaria, al centro del nostro ordinamento giudiziario. Inoltre l’avvocato ha sottolineato che le indagini erano state chiuse in un primo tempo poiché non si poteva appurare la certa morte della signora Ragusa. La sentenza è stata emessa sulla base delle dichiarazioni di alcuni testimoni, tra cui Loris Gozi e basandosi sul fatto che non si possa escludere la colpevolezza di Antonio Logli. La mancanza in questo caso del cadavere significherebbe, secondo Taormina, “non disporre della certezza dell’uccisione”, si tratterebbe perciò di un “compromesso giudiziario”.

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