Roberta Ragusa, il marito Antonio Logli in un luogo segreto in attesa del verdetto

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Antonio Logli, marito di Roberta Ragusa, si trova in un luogo segreto – FOTO: Facebook

Tra poche ore si saprà il destino di Antonio Logli, marito di Roberta Ragusa: la Cassazione si esprimerà con la sentenza definitiva, lui intanto è nascosto in un posto non noto a nessuno.

AGGIORNAMENTO 21.46: LA CONDANNA E’ STATA CONFERMATA – 20 ANNI DI CARCERE, ANTONIO LOGLI VERRA’ ARRESTATO A BREVE

Questa sera, probabilmente sul tardi, la Cassazione si esprimerà in merito alla sorte di Antonio Logli. Lui è il marito di Roberta Ragusa, la donna scomparsa in provincia di Pisa nel gennaio del 2012 e del cui omicidio è stato accusato nei precedenti due gradi di giudizio, con una condanna a 20 anni di carcere. Pena però attenuata con i domiciliari per il sussistere di diverse misure attenuanti. Di fatti Logli non ha mai trascorso un solo giorno in cella. Ed i due figli avuti con Roberta Ragusa credono fermamente nell’innocenza del loro papà, credendo nella tesi di un allontanamento volontario da parte della mamma. Le accuse nei confronti dell’uomo sono quelle di omicidio ed anche di distruzione di cadavere. Ma i legali che lo assistono puntano all’assoluzione con formula piena.

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Roberta Ragusa, Logli è in un luogo segreto

Nel frattempo il telegiornale regionale della Toscana ha fatto sapere che lui, la nuova compagna Sara Calzolaio (amante di lungo corso, e si ritiene che la sua presenza possa aver fatto da movente per il possibile omicidio di Roberta) e la figlia sono andati in un luogo segreto stamattina all’alba, in modo tale da non incappare nella stampa. In caso di condanna, Logli si farebbe arrestare in un luogo concordato con le forze dell’ordine, e stavolta si che per lui si aprirebbero le porte del carcere. Ma la famiglia di Roberta si attende una conferma definitiva della pena di 20 anni di galera e ha affermato di essere ancora alla ricerca del corpo. Una cugina reclama a gran voce giustizia, sottolineando come, nel parlare di questa vicenda, tale cosa spesso non si sia verificata. “Le vittime meritano rispetto e speriamo che i giudici facciano questo. Intanto pensiamo a trovare i suoi resti”. La strategia difensiva di Antonio Logli punta, come detto, all’assoluzione piena.

Due lettere scritte da Roberta mettono in difficoltà il marito

In subordine si punterebbe all’omicidio colposo, comunque meno grave di quello preterintenzionale e quindi accidentale, involontario. Logli si professa da sempre innocente, ma due lettere scrittegli dalla moglie sembrano metterlo in una posizione di difficoltà. Nella prima lei gli chiede di sorridere di più e di ritrovare la serenità smarrita. Era il Natale 2006. Nell’altra c’è un passaggio più significativo, in cui la Ragusa scrive al marito: “Trovo strano il dovermi ritrovare nella necessità di parlarti con parole scritte. A voce non è più possibile oramai, dato che quando io entro nel letto tu già dormi e quando tu ti alzi io dormo ancora. Non c’è mai tempo, scivola, scorre via come sabbia tra le dita questo tempo. Tu non ti accorgi che io vivo la vita fuori dalla mia vita e che i miei occhi guardano occhi che non guardano i miei”.