Totò Schillaci a Non disturbare: “Così il pallone mi ha salvato la vita”

Totò Schillaci

Totò Schillaci è stato ospite di Paola Perego a Non disturbare. Durante l’intervista si è raccontato, sia nel calcio che nella vita privata. Approfondiamo insieme.

Salvatore Schillaci, per i tifosi Totò, è stato invitato come ospite da Paola Perego nel suo programma Non disturbare. La trasmissione, basata su interviste a diversi personaggi del mondo dello sport e dello spettacolo, dona la possibilità ai suoi protagonisti di raccontarsi, anche dopo anni di distanza dai piccoli e grandi schermi. Questa settimana è stata la volta di Totò Schillaci, icona indiscussa del calcio nostrano, che ha parlato della sua vita pubblica e privata, soprattutto degli anni delle notti magiche.

Totò Schillaci, la carriera calcistica e la vita privata

Paola Perego ha avuto la possibilità – grazie alla sua intervista – d’interrogare Schillaci sulla sua infanzia, sulla sua vita in quel di Napoli. Totò racconta così i suoi primi anni nel capoluogo campano e l’azione salvifica che ebbe il gioco del pallone nella sua vita.

“La mia infanzia è stata particolare, vivevo in un quartiere molto povero […] il calcio mi ha allontanato dalle cattive amicizie. E oggi posso dirti che dietro a tutto questo successo c’è un cammino in salita pieno di difficoltà che ho superato tutto con grande serietà.”

Schillaci ha poi parlato dei momenti più potenti ed indelebili della sua carriera calcistica, senza dimenticarsi del recente campionato di Serie A 2018-2019. Quando gli viene chiesto quale fosse stato il momento più importante della sua vita sportiva, la risposta è chiara e fulminea,” il momento più bello della mia carriera è stato quando sono subentrato a Carnevale in Italia-Austria al 75esimo minuto, con il risultato fisso sullo 0-0. Nella mia testa avevo un solo obbiettivo: segnare, e così è stato”. Parlando poi del campionato da poco conclusosi, Totò non ha troppe riserve su quale fosse stata la squadra più valorosa.

Quest’anno l’Atalanta ha stupito tutta la nazione, con un progetto ambizioso costruito su giovani con voglia di fare; mi auguro che anche l’anno prossimo ci possa essere una realtà di provincia a fare colpo, ma ora non saprei dire un nome.”