Matteo Renzi condannato dalla Corte dei Conti, ecco le accuse nei suoi confronti

La Corte dei Conti condanna Matteo RenziLa Corte dei Conti ha condannato Matteo Renzi per aver causato un danno erariale: le accuse risalgono al periodo in cui era presidente della Provincia di Firenze.

L’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi è stato condannato dalla Corte dei Conti della Toscana a pagare un risarcimento di 15 mila euro, poiché ritenuto colpevole di aver causato un danno erariale nel periodo in cui era presidente della Provincia di Firenze. L’indagine era partita in seguito alla decisione della giunta Renzi di nominare al posto del dimissionario direttore generale un collegio formato da quattro figure. La scelta è stata ritenuta contraria allo statuto (che prevede la nomina di un solo soggetto) ed avrebbe causato una aggravio di spesa non necessario per la Provincia.

La procura di Firenze aveva aperto un’indagine in cui figuravano sia Renzi che un’ex assessore e alcuni ex dirigenti della Provincia. Nel corso delle indagini le accuse a carico dell’ex segretario del PD (ora sostituito da Zingaretti) erano cadute – la Procura aveva chiesto l’archiviazione – ma quattro tra gli imputati hanno chiesto che venisse inserito nel contraddittorio nel febbraio del 2014. La richiesta è stata accolta dal giudice che oggi ha emesso la condanna contro di lui e contro gli altri imputati (a cui è stato imposto un risarcimento che va dai 10 ai 37 mila euro).

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Matteo Renzi condannato dalla Corte dei Conti, il legale: “Presenteremo ricorso”

La notizia della condanna è stata commentata da Alberto Bianchi, avvocato di Matteo Renzi, il quale ha spiegato che presenterà ricorso, visto che: “La condanna è avvenuta senza nessuna richiesta di condanna da parte della Procura e in presenza di una legge che esclude che possa essere sottoposto a giudizio un soggetto che, come nel caso Matteo Renzi, era rientrato nel processo su ordine del giudice, dopo che la Procura ne aveva chiesto invece l’archiviazione”. Quindi sul clamore mediatico che la notizia ha generato ha dichiarato: “Siamo certi che finirà come già accaduto in altri casi, in primo grado grancassa mediatica per poi ignorare l’assoluzione o l’archiviazione”.