Carola Rackete, il giudice ‘la salva’: “Ma è un errore giuridico” – VIDEO

Carola Rackete
Il capitano della ‘Sea Watch 3’, Carola Rackete © Getty Images

Matteo Salvini ed anche degli ex magistrati criticano la scelta del gip di Agrigento di non convalidare l’arresto di Carola Rackete: “Legge non applicata”.

Il gip di Agrigento, Alessandra Vella, ha deciso di non procedere con l’arresto di Carola Rackete, capitano della nave ‘Sea Watch 3’ attraccata con una manovra avventata nel porto di Lampedusa, dopo aver forzato il blocco imposto dal Viminale. E la scelta è stata aspramente criticata da Matteo Salvini, ministro dell’Interno, che l’ha definita “una vergogna”. La Vella, personaggio molto in gamba e la cui carriera parla per lei, non ha riscontrato l’attuazione del reato di resistenza e di violenza a nave da guerra. Riconosciuto invece quello di resistenza a pubblico ufficiale, ma con una importante attenuante e legata “all’adempimento di un dovere”. Ovvero quello di salvare la vita di oltre 40 persone bisognose di cure e di aiuto urgenti. Il gip ha anche descritto la scelta da parte di Carola Rackete e della ‘Sea Watch 3’ di approdare nel porto di Lampedusa come l’unica soluzione possibile, in quanto la Libia e la Tunisia non erano ritenuti porti sicuri. Tutte queste condizioni hanno spinto la Vella a disporre la scarcerazione dai domiciliari della 31enne tedesca.

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Carola Rackete, molto presto l’espulsione dall’Italia

Che però verrà colpita nelle prossime ore da un decreto di espulsione. Sempre Salvini ha fatto sapere che il provvedimento è già pronto. “Per la magistratura italiana chi ignora le leggi e sperona una motovedetta della Guardia di Finanza non è sufficiente per ricevere un arresto. Niente paura: ci pensiamo noi a rispedirla in Germania, in quanto costituisce un pericolo per la sicurezza nazionale”. Salvini, riferendosi alla “ricca fuorilegge”, ha compiuto anche un paragone approvato da tanti. “In Germania non sarebbero così tolleranti con una italiana che dovesse attentare alla vita dei poliziotti tedeschi. Il nostro Paese ha rialzato la testa e proviamo fierezza ed orgoglio nel difendere i nostri confini, il tutto risultando diversi dagli altri caperelli di Stato dell’Europa che pensano di poterci trattare come se l’Italia fosse una loro colonia. Ma la pacchia è finita”.

Ed importanti figure giuridiche criticano la scelta del gip di Agrigento

A criticare la sentenza del gip di Agrigento poi ci sono anche due importanti figure dell’ambito giuridico nazionale. Si tratta di Pietro Dubolino, ex magistrato della Corte di Cassazione, e dell’ex magistrato Bruno Tinti. Come riportato da dagospia, per il primo sarebbe falso il fatto che la resistenza a pubblico ufficiale e la violenza a nave da guerra sarebbero prive di rilievo penale. Per il secondo “l’ordinanza in questione è giuridicamente errata ed un giudice non può non applicare la legge dello Stato perché pensa che possa essere in constrasto con la Costituzione. In questi casi si dovrebbero fare due cose soltanto. O chiede alla Consulta di dichiarare l’incostituzionalità della suddetta legge, oppure la fa applicare. Ma entrambe le cose non sono avvenute”.