Ictus, tre casi subito dopo il parto: “Ma un macchinario mi ha ridato la vita”

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Tre ictus dopo il parto, ma la tecnologia ha fatto un miracolo – FOTO: viagginews

Una donna è stata colpita da tre ictus in poco tempo subito dopo il parto. Sembrava finita, invece una innovazione incredibile le ha ridato speranza.

Tre ictus dopo è ancora qui, Elisa Sciacquatori. Lei è una donna di 30 anni che lavora come insegnante di spagnolo e che, nonostante l’età ancora giovane, può dire di averne già viste nel corso della sua esistenza. Il suo quadro clinico era estremamente compromesso, ma l’equipe medica che l’ha presa in cura ha attuato una tecnica innovativa, fortemente incentrata sulla tecnologia. Difatti Elisa non poteva muovere più la mano, ma ci è riuscita grazie ad un avatar. “Il medico durante la mia seduta mi chiede di immaginare con intensità al movimento, legato ad una situazione bella. Io penso allora di accarezzare con la mano lesionata, quella sinistra, il cane dei miei suoceri, che si chiama Wendy. E riesco davvero a sentire il contatto con il suo pelo morbido e caldo”. La donna è in cura presso la Fondazione Santa Lucia, in cui si trova l’unico prototipo esistente al mondo del ‘Promotoer’. Si tratta di una strumentazione innovativa e di ultima generazione, della quale Elisa si avvale con un’altra persona con le sue stesse difficoltà.

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Ictus, la strumentazione riesce a far percepire ad elisa il senso del tatto

Ci si augura però che questo percorso possa essere seguito in maniera standard un domani da tutti coloro che sono stati affetti da ictus. In pratica il cervello ed un computer vengono collegati e sincronizzati, allo scopo di poter istruire la parte danneggiata del cervello direttamente da quella ancora sana e preservata. Il tutto attraverso una complicatissima serie di impulsi neurali e dell’attività elettrica della mente. I progressi sono notevoli, e lo testimonia il fatto che Elisa aveva anche perso l’uso della parola dopo i tre ictus che l’avevano colpita subito dopo il parto del suo secondo figlio, lo scorso febbraio. La donna aveva smarrito anche le funzionalità dell’occhio destro, oltre a restare paralizzata nella parta sinistra del corpo. C’è ancora della strada da fare, l’arto non funziona ancora anche se Elisa riesce in qualche modo a sentire gli stimoli ed il contatto. E lei si dice fiduciosa sul fatto di potercela fare un giorno a tornare ad una vita normale.