Facebook, allarme terrorismo: evacuata la sede centrale

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Allarme terrorismo nella sede centrale di Facebook in California © Getty Images

L’arrivo di un pacco sospetto al magazzino postale del quartier generale di Facebook ha portato allo sgombero immediata di alcuni palazzi della struttura

Un allarme terrorismo ha coinvolto la sede centrale di Facebook nel bel mezzo della Silicon Valley, in California. Il quartier generale del social network più diffuso e conosciuto al mondo è stato evacuato in quattro sue strutture dopo il reperimento di una busta sospetta arrivata al magazzino dell’ufficio postale dell’azienda. Dopo una accurata analisi, è emersa la compatibilità del plico con tracce di sarin, un gas nervino molto pericoloso e catalogato come arma di distruzione di massa. Le convenzioni internazionali ne vietano l’uso in guerra. Ci sono anche due persone entrate in contatto con la sostanza letale. Per fortuna però si parla di tracce molto basse, tali da non aver portato ad alcuna conseguenza fisica. Il ricovero dei due individui sarebbe avvenuto solamente a scopo cautelativo, come fanno sapere diversi organi di informazione statunitensi.

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Facebook, evacuazione immediata dopo l’arrivo del plico

Un portavoce di Facebook ha confermato l’accaduto rivelando che il pacco era giunto alle 11:00 del mattino in sede, risultando subito sospetto. Da qui l’evacuazione di quattro edifici con l’apertura immediata di una inchiesta che ha coinvolto anche le forze dell’ordine. Nelle strutture sgomberate è partita la procedura di bonifica totale. Anche l’FBI si sta interessando a questa vicenda, considerata la pericolosità dell’agente chimico aggressivo in questione. Questo agisce per inalazione, bloccando dopo pochi secondi i muscoli del corpo e portando così al soffocamento. Il sarin in particolare è inodore ed incolore. Ad ogni modo, sarebbe poi stato svolto un secondo test, che non avrebbe riportato niente di anomalo riguardo ad un possibile allarme terrosimo. Il capo dei Vigili del Fuoco di Los Angeles ha ammesso che “a volte i nostri macchinari possono compiere degli errori”.