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Migranti in Libia, oltre 20 morti in un centro detentivo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:29
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Migranti in LibiaMorti di fame, questo è il triste destino di venti migranti in Libia, lasciati a loro stessi in un centro detentivo statale. Approfondiamo la vicenda.

Almeno 20 persone sono morte di fame e di sete in un centro detentivo in Libia, a Zintan, dopo essere rimaste chiuse per diversi mesi in un hangar nel deserto libico occidentale. Le vittime erano recluse in uno stabile tra spazzatura e propri escrementi. I pochi sopravvissuti hanno puntato il dito contro l’Onu, additandoli di permissivismo, di aver chiuso un occhio davanti all’orrore che stavano vivendo e di aver risposto con eccessiva lentezza alle continue richieste d’aiuto. L’Unhcr (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati) ha replicato, dicendo di non aver potuto accedere al centro perché gestito da una milizia libica. Alcuni testimoni riferiscono che i detenuti dovevano spartirsi ogni giorno un paio di secchi d’acqua fra tutti quanti: all’interno della struttura sono detenuti 700 africani.

Migranti in Libia, le condizioni nel centro e le cause legali

A fronte delle pesanti accuse, il responsabile della struttura ha negato che vi siano stati ostacoli all’accesso degli esponenti delle Nazioni unite. Pare però che vi siano screzi e opinioni opposte riguardo le reali condizioni del centro detentivo: se l’Unchr parla di una grave violazione dei diritti umani, una Ong che lavora per conto dello stesso ente delle Nazioni unite ha negato l’assenza di cibo nello stabile, pur precisando non aver potuto vedere la totalità dei detenuti a Zintan. Si stimano comunque che siano oltre seimila le persone rinchiuse in decine di centri di detenzione gestiti da milizie accusate di abusi e violazioni di diritti umani. L’Ue ha affermato che con lUnione Africana e le Nazioni Unite si stanno cercando alternative al di fuori della Libia. All’interno della struttura sono detenuti 700 africani, in maggioranza eritrei. Fino all’inizio di questo mese erano tenuti in un hangar di cui foto e video postati online dagli stessi migranti hanno attratto l’attenzione dei media. Alcuni di loro sono stati sottoposti a punizioni dai gestori del centro, e lasciati senza cibo né acqua per giorni. Medici senza frontiere ha confermato di aver trovato alcuni migranti fortemente malnutriti. Ventidue persone, secondo i resoconti dei sopravvissuti, sono morti a Zintan da settembre a oggi e i loro corpi sono stati lasciati in frigoriferi o stanze con l’aria condizionata, in mancanza di un vero e proprio cimitero