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Serra San Bruno, la storia degli ultimi carbonai della Calabria

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Chi sono i “carvunari”, e perché sono ormai quasi completamente scomparsi? Dalla Calabria una storia incredibile di tradizione e “resistenza”.

A Serra San Bruno, un paese di 7mila abitanti in provincia di Vibo Valentia, in Calabria, c’è un piccolo mondo antico in via di estinzione. E’ quello dei carbonai, i lavoratori che producono il carbone si produce con la stessa, antichissima tecnica risalente niente meno che ai fenici. Un lavoro usurante, oggi come ieri, e tramandato di padre in figlio. Così almeno è stato finora.

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La dura vita dei “panda” del carbone

Il mestiere del carbonaio consiste nel trasformare la legna in carbone: operazione nient’affatto semplice, e che anzi richiede una maestria e una fatica fuori dal comune, come ben sanno i diretti interessati. Un tempo Serra San Bruno era più famosa per i suoi “carvunari” che per la sua splendida Certosa: erano così numerosi che i boschi del posto non bastavano per tutti, così si spostavano in territori collinari o montani ricchi di lecci e di faggi, in una sorta di transumanza del legno.

Chi le ha viste di persona ricorda che le “carbonaie” avevano le sembianze di piccoli vulcani che eruttava scintille e fumo azzurro dal “cratere” in alto e vapore dai fori delle pareti. Se però, a causa del vento o per altri motivi, la legna prendeva fuoco, i lunghi e duri mesi di lavoro dei carbonari andavano letteralmente in fumo. E’così anche oggi. Con la differenza che, nell’era della globalizzazione, il gas e il carbone dell’Est hanno invaso e stravolto il mercato.

Negli ultimi decenni, infatti, molti “carvunari” sono emigrati all’estero o al Nord Italia in cerca di una vita migliore. Quei pochissimi che ancora resistono continuano a lavorare dalle cinque del mattino alle otto di sera, spesso alzandosi anche la notte per andare a controllare se la loro “creatura” matura bene. Non esiste domenica né Pasqua o Ferragosto. E’ il prezzo da pagare per un carbone di qualità superiore, prodotto da alberi sani e profumati e immuni dalle piogge acide: non a caso viene richiesto nei migliori ristoranti di tutto il mondo per la carne alla brace. Fino a quando? Ne parlerà stasera Salvo Sottile in Prima dell’Alba: da non perdere.

EDS