Attacco a Franco Zeffirelli: “Finto cattolico, è stato coi più bei ragazzi italiani”

Attacco a Franco Zeffirelli: “Finto cattolico, è stato coi più bei ragazzi italiani. Non era omosessuale, era una “recchia”. 

Zeffirelli

Parole molto dure quelle di Paolo Isotta nei confronti del regista Franco Zeffirelli deceduto l’altro ieri all’età di 96 anni. In un articolo apparso su Il fatto quotidiano Isotta che ha avuto a che fare moltissimo con Zeffirelli in quanto critico musicale scrive: “Mi odiava. Ho fatto per quarant’anni il critico musicale, e ho attaccato alcune regie liriche sue risibili e demagogiche. Perché era un retore. Si fingeva cattolico, figuriamoci. Si fingeva un adepto di “Dio-Patria-Famiglia”. Figuriamoci. Ha fatto il parlamentare per Berlusconi, disprezzandolo: avevano troppi tratti in comune, e Zeffirelli lo fiutava, essendo più intelligente di lui: con quella antipatica intelligenza dei toscani”.

L’attacco sull’omosessualità di Zeffirelli

E poi ancora: “Se c era una recchia, ma proprio una recchia, non un omosessuale (termine clinico che peraltro mi spiace), era lui. Ma da quando s’era costruito un’immagine perbenista, raccontava panzane del tipo: avrei un’inclinazione spirituale ma, da cattolico, non l’ho mai praticata. Si è fatto i più bei ragazzi italiani, dagli anni Cinquanta in poi, etero e omosessuali, preferibilmente etero, e sposati”.

E infine: “Gli ospiti della sua villa di Positano venivano portati dal cameriere Dorino nei negozî: costui gabellava di procurare sconti favolosi, faceva pagare i pezzi il doppio e pigliava la stecca dai negozianti. Però tutti (non io) in quella villa sono stati: era ospite generosissimo. L’ultima volta che parlò di me, dichiarò al Messaggero: “Isotta è un cretino”. Peccato sia stato tanto ipocrita. Inutilmente. In questo, vedo un tratto di schizofrenia. Come vedo un tratto di psicopatia il suo aver affidato la sua Fondazione in mani non degne.