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Lady Diana, spuntano due testimoni: “Non ci hanno mai fatto parlare prima”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:42
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Lady Diana
Spuntano due testimoni mai sentiti prima sulla morte di Lady Diana © Getty Images

La morte di Lady Diana si è sempre tinta di giallo per via di alcuni particolari rimasti senza risposta. Adesso emerge il racconto di due testimoni.

Come noto Lady Diana morì il 31 agosto del 1997, dopo un incidente stradale avvenuto all’interno del tunnel dell’Alma, a Parigi. Ma questo episodio ha presentato fin da subito alcuni aspetti che, per un motivo o per un altro, hanno spesso favorito le voci di complotti volti ad eliminare la principessa del Galles. A quei tempi lei era già separata dal marito Carlo, dal quale ha avuto William e Harry d’Inghilterra. Con Lady Diana nell’incidente di Parigi morì anche il facoltoso egiziano Dodi Al-Fayed, figlio di Mohamed, da molto tempo radicatosi a Londra con parecchie e remunerative attività. Diana Spencer, questo il suo nome all’anagrafe, aveva 36 anni quando morì. Nel corso del tempo sono spuntate due testimonianze alquanto importanti. E che inizialmente non vennero presi in considerazione dagli inquirenti. Si tratta di Jack e Robin Fireston, marito e moglie, i quali si sono detti convinti che quell’incidente sia stato in qualche modo indotto e non si sia quindi trattato di una disgrazia.

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Lady Diana, parlano di due testimoni: “Viviamo nella paura da allora”

Emerse dai rilievi che l’autista Henri Paul avrebbe assunto droga ed alcolici. Ma i coniugi Fireston al tabloid inglese Daily Express hanno raccontato di aver visto due auto di colore scuro proprio dove avvenne l’incidente. “Sembravano proprio macchine di servizio, riconducibili a dei soggetti importanti. Erano piazzate subito prima di quella incidentata dove si trovava Diana ed erano entrate appena prima nel tunnel. Poi hanno seppellito ogni riferimento a loro, ma quelle auto c’erano e destavano molti sospetti”. I coniugi hanno lamentato il fatto che la polizia non avesse mai dato loro modo di dire la propria versione, con la scusa che “di testimoni ce ne sono stati tanti ed il rischio di incappare i dei mitomani era elevato. Abbiamo sempre avuto paura perché eravamo coscienti di sapere troppo”.

Il racconto dei Firestone confermato da un terzo testimone

Il fatto è che anche un’altra persona, l’avvocato britannico Gary Hunter, notò le stesse auto. In tempi recenti ha parlato anche un vigile del fuoco che prestò soccorso a Lady Diana. Secondo l’uomo, che fu il primo ad avvicinarla e la trovò viva, lei si sarebbe potuta salvare. Il pompiere si chiama Xavier Gourmelon e ha ammesso che all’inizio non si era reso conto di chi si trovasse davanti. “Disse ‘Mio Dio, cosa è successo?’ e non perdeva sangue. Aveva gli occhi aperti, era cosciente. Le feci un massaggio cardiaco, lo ricorderò per sempre. Poi purtroppo alle 5:30 morì in ospedale”.