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Attentato di Boston: cos’è successo, attentatori e vittime della strage

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:33
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L’attentato di Boston è uno degli episodi di cronaca nera più sanguinosi dell’ultimo decennio. Rispolveriamo il caso e approfondiamo cos’è accaduto.

L’incidente è avvenuto il 15 aprile 2013 a Boston, luogo dove si teneva della celeberrima maratona annuale. Due ordigni esplosivi furono piazzati nei pressi del traguardo, in Boylston Street, vicino a Copley Square, alla distanza di un isolato l’una dall’altra. Le bombe esplosero ad una distanza di 170 metri e il disastro fu trasmesso nelle televisioni di tutta America, mostrando un intervallo di 12 secondi tra le due detonazioni: la prima si verificò al civico 671 di Boylon Street, mentre il secondo boato fu localizzato ad un isolato più avanti. Le deflagrazioni caurano oltre 250 feriti – con numerose amputazioni di arti – e tre morti.

Attentato alla maratona di Boston, chi sono gli attentatori?

Secondo le perizie dell’Fbi, le due bombe furono costruite usando due pentole a pressione riempite di esplosivo a basso costo, pezzi di metallo, chiodi e cuscinetti. Dopo aver analizzato meticolosamente i video delle telecamere di sicurezza, il 18 aprile la polizia individua due ipotetici sospetti: Tamerlan Tsarnaev, 26 anni, e suo fratello Dzhokar Tsarnaev, 19 anni. Il primo indagato, Tamerlan, era stato segnalato due anni prima dai servizi segreti in quanto possibile simpatizzante del fondamentalismo islamico. La sera del 18 aprile il poliziotto Sean Collier, 27 anni, viene ucciso nei pressi del Mit (Massachusetts institute of technology), forse dagli stessi fratelli Tsarnaev in fuga, a bordo di un suv. Il 19 aprile la polizia localizza i due attentatori a Watertown, una cittadina periferica a Boston. Dopo un lungo inseguimento conclusosi con una sparatoria, Tamerlan Tsarnaev muore, mentre Dzhrkhar Tsatrnaev viene ferito e trasportato in ospedale. Il 4 marzo 2015 si apre il processo. Dzhokhar Tsarnaev deve rispondere di trenta capi d’accusa, quattro dei quali per omicidio doloso. Gli avvocati dell’accusa lo definiscono “un soldato in guerra santa che voleva uccidere gli americani innocenti per punire gli Stati Uniti.” Il 15 maggio 2015 Dzhokhar Tsarnaev viene condannato a morte per iniziezione letale.

Attentato di Boston, le trasposizioni cinematografiche

La tragica vicenda della maratona di Boston ispirò la realizzazione di due bellissime pellicole: Boston – Caccia all’uomo (2016), un poliziesco legato alle vicende post-attentato e le seguenti indagini sui fratelli Tsarnaev, e Stronger – Io sono più forte (2018), con Jake Gyllenhaal, una biopic drammatica incentrata sulla tragica sorte di Jeff Bauman, un corridore che dopo l’attentato di Boston perde le gambe e un motivo per vivere.