Treviso, arrestato l’attentatore alla sede della Lega: ecco chi è

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E’ un 42enne spagnolo l’uomo ritenuto responsabile dell’ordigno piazzato presso la sede della Lega di Villorba a scopo terroristico.

Lo scorso agosto avrebbe posizionato un ordigno presso la sede della Lega a Villorba, vicino Treviso, allo scopo di realizzare un attentato (poi sventato). Ora la Polizia di Stato, coordinata dalla Procura Antimafia di Venezia, l’ha identificato e arrestato (il provvedimento è già stato convalidato dal gip di Brescia). Il presunto aspirante attentatore è un membro del movimento anarco-insurrezionalista, tale Juan Antonio Sorroche Fernandez, 42enne e di origine spagnola. L’uomo risultava essere latitante, avendo a suo carico altri ordini di carcerazione, ed è accusato dei reati di strage e attentato con finalità di terrorismo. A incastrarlo è stato il dna rilevato sull’ordigno.

Per la precisione, nella sede della Lega a Villorba lo scorso agosto furono rinvenuti due ordigni. Il primo (presumibilmente una bomba carta) era esploso la mattina dell’11 agosto, provocando fortunatamente pochi danni (un portone lievemente danneggiato), mentre l’altro, più potente, era stato neutralizzato dagli artificieri. La Procura non aveva avuto dubbi: parlò subito di attentato. E infatti pochi giorni dopo, esattamente il 15 agosto, cominciò a circolare sul web un comunicato che rivendicava l’attentato.

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La rivendicazione dell’attentato e la reazione dei leader politici

Un terrorista identificato in Haris Hatzimihelakis aveva spiegato in un video da lui diffuso le motivazioni del tragico gesto: “Rivendichiamo la collocazione contro politici, sbirri e loro tirapiedi. A tutto questo non vogliamo essere complici, alla violenza indiscriminata degli Stati ci opporremo con la violenza discriminata contro i responsabili di tutto ciò”.

Sulla vicenda era intervenuto anche l’allora vicepresidente del Senato Roberto Calderoli: “Da tempo denunciamo il clima di pesante intimidazione intorno al nostro movimento: nell’ultimo biennio sono state aggredite e danneggiate numerose nostre sezioni in tutto il territorio nazionale, passando da scritte con minacce di morte ai proiettili inviati un mese fa alla sezione di Varese, il tutto nel più totale silenzio del Pd e dalla sinistra”.

EDS