Home News Caso Prati-Caltagirone, nuove accuse per la Petricciolo

Caso Prati-Caltagirone, nuove accuse per la Petricciolo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:12
CONDIVIDI

Nuove accuse per Pamela Petricciolo arrivano da Vincenzo Paparo 25 enne napoletano che quando dice di essere stato truffato dalla donna era minorenne.

Spuntano fuori nuovi scenari inerenti il caso Pamela prati e Mark Caltagirone. Ancora nel mirino la figura di Pamela Petricciolo, ma questa volta alle accuse di truffa, si aggiunge l’aggravante che la vittima all’epoca dei fatti sarebbe stato minorenne. A testimoniare contro la Petricciolo, stavolta è Vincenzo Paparo un 25 enne napoletano che quando ebbe il primo contatto con Pamela Petricciolo, ne aveva 17 di anni, ma a quanto pare nemmeno questo avrebbe fermato “Donna Pamela”. Vincenzo Paparo racconta della sua attrazione verso il mondo dello spettacolo e verso quella che sarebbe stata la proposta fattagli dalla Petricciolo. Come? Metodo standard. Il primo contatto tra Paparo e Donna Pamela sarebbe stato via social, infatti, la donna avrebbe contattato l’allora minorenne Vincenzo attraverso Facebook proponendogli di entrare a far parte del mondo dello spettacolo adulandolo e complimentandosi frequentemente. La proposta fu quella di divenire un manager entrando a far parte della Aicos Management.

Pamela Petricciolo e la proposta “indecente”

Indecenti non sono solo le proposte a luci rosse, ma anche quelle che si fanno ad un ragazzino di 17 anni promettendogli mari e monti, solo per fini estorsivi. Proprio così, Pamela Petricciolo avrebbe promesso una carriera nel settore spettacolo a Vincenzo Paparo allora 17 enne dietro versamento di denaro. “Nel 2009, tramite Facebookracconta a Tpi news il ragazzo – mi arriva una richiesta di amicizia da Pamela Perricciolo, che mi proponeva di diventare manager e farmi entrare nel mondo dello spettacolo. Mi faceva i complimenti e mi proponeva di tutto e di più. Ero minorenne, accettai di entrare a far parte di questo mondo. Ma non parlai con mia madre e a sua insaputa proseguii da solo. Ho pagato 200 euro senza firmare nessun contratto”. 

Caso Caltagirone: “Pamela Petricciolo mi propose vari programmi, ma nulla di fatto”

All’epoca dei fatti Vincenzo accolse la proposta di Pamela Petricciolo e versò 200 euro sulla Poste Pay della donna senza però dire nulla ai suoi genitori. Più il tempo trascorreva e più, però, il ragazzo si trovava in difficoltà fino al punto di trovarsi di fronte alla necessità di confrontarsi con sua madre.  “Mi propose di partecipare a vari programmi televisivi, ma avrei dovuto raccontare un problema personale e portarlo in trasmissione – continua. “Non avevo problemi. Lei mi disse: ‘Inventa, pur di partecipare a questo programma. Ero invaghito di questo mondo. La Petricciolo mi riempiva di complimenti. Ero molto plagiato perché ero piccolo, lei mi proponeva di tutto. Ho parlato con mia madre quando non riuscivo più a gestire questa situazione. Quando ho capito che era solo una truffa per soldi, la Perricciolo mi ha minacciato. Attraverso i social diceva di querelarmi e che il marito di Eliana Michelazzo era un magistrato potente che poteva farmi del male. Ero minorenne e avevo paura. Ho raccontato tutto a mia madre, che dopo tanti tentativi è riuscita a parlare con Donna Pamela. Lei disse: ‘Suo figlio è adulto e responsabile di quello che ha fatto’. Assurdo. Ero minorenne”.

LEGGI ANCHE—>Pamela Prati ospite a “Chi l’ha visto?”: rivolta tra i telespettatori