Claudia Koll, confessione choc: “In me c’era il maligno”

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In una lunga confessione nel salotto di Vieni da me, Claudia Koll è tornata a parlare delle “ombre” del suo passato, lasciando tutti a bocca aperta.

L’infanzia sofferta, l’incontro con Tinto Brass e i film a luci rosse, poi la scoperta della fede e la svolta mistica: di tutto questo ha parlato Claudia Koll, ospite della puntata odierna di Vieni da me su Rai 1. In una lunga e a tratti toccante confessione ai microfoni di Caterina Balivo, la 54enne ex attrice romana ha parlato di come la sua vita sia radicalmente cambiate dopo l’addio alle scene. E’ stata una “rinascita”, ha ammesso aprendo la cassettiera dei ricordi.

“Quando ero piccola mamma non è stata molto bene – ha ricordato Claudia Koll -. Dovevo badare a mia sorella più piccola, poi anche lei crescendo ha dovuto badare a me. Da piccola sono cresciuta con mia nonna, che era una non vedente. Fin da neonata sono stata affidata a lei, e lei mi ha accudito”. La sua è stata sicuramente un’infanzia sui generis e non facile. “Mi teneva legata a un filo sottile che se io tiravo, mi agitavo, lei mi prendeva in braccio e mi tranquillizzava – ha continuato l’ex attrice riferendosi alla nonna -. Se prima questa infanzia era una scusa per me, una giustificazione, ora che sono cresciuta non vedo più il bicchiere mezzo vuoto, ma mezzo pieno: la vita non è vivere per se stessi, ma vivere per gli altri”.

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Claudia Koll prima e dopo Tinto Brass

Impossibile non toccare l’argomento Tinto Brass. A tale riguardo, Claudia Koll ha spiegato che i film girati con lui furono “un errore di valutazione”, chiarendo che “non sono quel tipo di donna. Ho sofferto molto durante la lavorazione di quel film. Mi ero resa conto di aver sbagliato, non ero stata cresciuta così. Cambiai anche il mio modo di parlare, ero più maliziosa, facevo doppi sensi”. Ma la sua carriera non è certo circoscritta ai film erotici: come molti di voi ricorderanno, Claudia Koll ha all’attivo anche un’esperienza come valletta di Sanremo nel 1995: “Fu una fatica – ha ricordato a questo proposito -. Non c’era un attimo di pausa. Avevo pure un versamento a un ginocchio”. E con l’occasione ha puntualizzato che con Anna Falchi non ci furono contrasti né attriti: “Assolutamente, ci volevamo bene. Una volta mi chiamò in camerino e mi disse: ‘Ma cosa dobbiamo fare visto che ci mettono una contro l’altra?’. Non c’era competizione”.

Infine la conversazione si è spostata sul rapporto di Claudia Koll con la fede. “Se io sono oggi una nuova persona è grazie allo Spirito Santo – ha affermato l’ospite di Vieni da me -. L’esperienza spirituale che io ho fatto non capita a tutti. Ho capito che c’era un male in me. C’erano delle forze che mi stritolavano le gambe e allora mi sono rivolta al Padre Nostro. Presi il crocifisso, lo afferrai e pregai. Quando la preghiera è diventata un grido il Signore mi ha liberato. Mi ha avvolto una pace profonda. Col tempo ho cominciato a capire la potenza della croce, che Cristo aveva agito”. “Poi – ha aggiunto in conclusione – quando il maligno ha provato a riattaccarmi ho scoperto che solo Dio poteva aiutarmi e quindi mi sono legata sempre di più a lui e ho iniziato a seguire un percorso”. Parole che hanno profondamente colpito ed emozionato il pubblico in studio, e sicuramente anche quello a casa.

EDS