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De Rossi, addio alla Roma con una magnifica lettera

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:33
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Daniele De Rossi lettera Roma
De Rossi, lettera alla Roma per dire addio – FOTO: asroma.it

Per Daniele De Rossi è giunto il tempo di salutare la Roma. Il centrocampista di Ostia lascia il club giallorosso dopo quasi 20 anni e lo fa così.

Daniele De Rossi vivrà oggi il suo ultimo giorno da calciatore della Roma. ‘Capitan Futuro’ lascia la maglia giallorossa dopo Roma-Parma, e proverà ad aiutare la squadra tifa fin dalla nascita a raggiungere un piazzamento per l’Europa. Difficile che possa essere la Champions League, visto che De Rossi e compagni sono ormai troppo attardati sulla folta concorrenza rappresentata da Atalanta, Inter e Milan, quando manca soltanto una giornata al termine. Ma all’Olimpico la gente andrà per salutare DDR, nato e cresciuto con la Roma nel cuore, e capace di diventare il simbolo di questo club anche come Francesco Totti, per certi versi. La società giallorossa, sul proprio sito web ufficiale, ha riportato la lettera che De Rossi ha scritto a tutto l’ambiente per accomiatarsi, per salutare e per ringraziare chiunque abbia conosciuto in questi due decenni di romanità vissuti sul campo.

La carriera da calciatore del 35enne mediano di Ostia proseguirà, molto probabilmente all’estero. Ci sarebbero buone proposte da Stati Uniti ed Emirati Arabi, anche se restano vive le suggestioni Boca Juniors e pure Napoli, con il presidente azzurro, Aurelio De Laurentiis, che ha dichiarato che prenderebbe anche subito il calciatore giusto pochi giorni fa. Il suo ormai ex presidente invece, James Pallotta, è stato accusato assieme alla dirigenza della Roma, di non aver fatto nulla per trattenere il giocatore, il cui contratto scadrà il prossimo 30 giugno.

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De Rossi, la lettera di addio alla Roma

“Che te ridi regazzi’?
So’ felice!
Perché sei felice?
C’ho la maglietta della Roma
Ma non è che è falsa?
Ma no, il numero l’ha cucito mia zia…
E se te dico che la indosserai più di seicento volte?
A me ne basterebbe una di partita. Riguardando questa foto, che ormai conoscete tutti, mi rendo conto di quanto io sia stato fortunato, una fortuna mai data per scontata e per la quale non sarò mai abbastanza grato.
È stato un viaggio lungo, intenso, sempre accompagnato dall’amore per questa squadra. Questa gratitudine non voglio lasciarla sospesa per aria, perché, mentre scrivo la parola grazie, non mi passano per la testa dei concetti astratti, ma dei ricordi e delle sensazioni, delle facce e delle voci. Permettetemi di ringraziare tutta la Roma che ho conosciuto: la famiglia Sensi, il presidente Pallotta. Tutte le donne e gli uomini che hanno lavorato e lavorano a Trigoria. Gli allenatori che mi hanno guidato, ognuno mi ha insegnato qualcosa di importante, nessuno escluso. Gli staff medici che si sono presi cura di me; Damiano, senza il quale le mie presenze con questa maglia sarebbero state sicuramente meno. I miei compagni, la parte più intima del mio lavoro: sono la mia famiglia”.

“Mi mancherà la quotidianità di Trigoria”

“La quotidianità dello spogliatoio di Trigoria sarà quella che mi mancherà di più. Bruno, che ha visto in me qualcosa di speciale e mi ha portato in questo fantastico settore giovanile. È lì che, una mattina di agosto, ho incontrato Simone e Mancio, che mi sono rimasti accanto finora e resteranno per tutta la vita. Grazie a Davide, anche lui accanto a me per tutta la vita. Grazie a Francesco. La fascia che ho indossato l’ho ricevuta dalle mani di un fratello, di un grande capitano e del calciatore più straordinario al quale io abbia mai visto indossare questa maglia. Non capita a tutti di giocare 16 anni accanto al proprio idolo. Riconsegno questa fascia, con rispetto, ad Alessandro. Un altro fratello che sono sicuro ne sia altrettanto degno. Grazie a papà e mamma per avermi cresciuto trasmettendomi due valori che sono ogni giorno con me: non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te stesso e dai una mano a chi è in difficoltà. Grazie a Ostia, alla sua gente e al suo mare, che mi hanno svezzato da bambino, accompagnato da adolescente e riaccolto da adulto. Grazie anche a chi mi ha sopportato e supportato tra le mura di casa: senza Gaia, Olivia e Noah e soprattutto Sarah sarei la metà dell’uomo che sono oggi”.

“Mettete la rabbia da parte”

“Grazie ai tifosi della Roma, i miei tifosi. Mi permetto oggi di dire miei, perché l’amore che mi avete dato mi ha permesso di continuare ad essere in campo parte di voi. Siete stati la ragione per cui tante volte ho scelto di nuovo questa città. Domani sarà la seicentosedicesima volta in cui io considererò questa scelta, la scelta giusta. Il 26 maggio di qualche anno fa abbiamo vissuto una giornata dopo la quale pensavamo di non poter tornare a sorridere. Lo pensai anche io, finché non vidi il tatuaggio di un tifoso con scritto “27 maggio 2013, eppure il vento soffia ancora”. Non so a chi appartenesse questo tatuaggio, ma so che il vento ricomincerà a soffiare anche da questo 27 maggio. Mai come in questi giorni ho sentito il vostro affetto: mi ha travolto e mi ha riempito il cuore. Mai come in questi giorni vi ho visto così uniti per qualcosa. Ora, il regalo più grande che mi potete fare è mettere da parte la rabbia e tutti uniti ricominciare a soffiare per spingere l’unica cosa che ci sta a cuore, la cosa che viene prima di tutto e tutti, la Roma. Nessun mai vi amerà più di me. Arrivederci. Daniele De Rossi”.