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Novara, la tragedia del bimbo morto: arrestati la mamma e il compagno del piccolo Leonardo, uno scenario di violenza inaudita.

novara bimbo morto
(Facebook)

C’è una svolta nel caso del bimbo morto qualche giorno fa a Novara, poco dopo essere giunto in ospedale. Il piccolo, di neppure 2 anni, era stato portato all’ospedale Maggiore di Novara dal 118, dopo una telefonata della sua famiglia, residente nel quartiere di Sant’Agabio. “Il bimbo sta male”, erano state le parole della sua mamma, Gaia Russo, al 118. Ma adesso emerge una drammatica verità: infatti, la giovane donna è stata fermata insieme al suo compagno, Nicholas Musi.

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Di cosa sono accusati la mamma del bimbo morto a Novara e il compagno

Da quanto si apprende, Leonardo – questo il nome del piccolo – sarebbe stato ripetutamente picchiato: per questo la sua mamma e il compagno di lei sono accusati di omicidio volontario pluriaggravato. L’uomo si trova nel carcere di Novara. La mamma è ai domiciliari, in quanto è incinta. I due erano già indagati perché la versione della giovane, che aveva detto che il piccolo era caduto dal lettino non aveva convinto né i soccorritori, né gli inquirenti.

Il procuratore Marilinda Mineccia, che ha disposto il fermo, nel corso di una conferenza stampa ha parlato di un corpicino “martoriato con lesioni multiple”. La dinamica dei fatti non sembra insomma lasciare dubbi: “È un omicidio avvenuto in un quadro di maltrattamenti pregressi”. Il piccolo Leonardo aveva solo 19 mesi e secondo la ricostruzione sarebbe stato colpito violentemente all’addome: questo gli avrebbe causato un’emorragia al fegato risultata fatale, ma dall’autopsia emergono altri segni di violenza su tutto il corpicino del piccolo. Un mese fa, il piccolo era stato portato in ospedale per un fantomatico “morso di cane”. Dalle indagini, emerge anche che Musi – nella serata di giovedì – aveva assunto cocaina e cannabinoidi. Il giovane, inoltre, ha diversi precedenti per lesioni, maltrattamenti e violenza sessuale ed era stato sottoposto a regime di sorveglianza speciale. Insomma, emerge un quadro di “violenza inaudita, non degna di un essere umano“, come ha sottolineato il procuratore di Novara, di cui è rimasto vittima un bimbo con tutta la vita davanti.

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