Le stelle degli All Blacks accusate di comportamento omofobico

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Le Stelle degli All Blacks accusate di comportamento omofobico
(Getty Images)

Due giocatori dei Crusaders, membri degli All Blacks, sono stati accusati di atteggiamento omofobico ai danni due ragazzi che si trovavano in un Mc Donald’s.

Uno scandalo ha colpito alcune delle stelle dei Crusaders, squadra che cannibalizza le competizioni di Rugby da 9 anni, e della nazionale neo zelandese di Rugby. A quanto pare rugbisti si sono fermati a mangiare al Mc Donald’s dopo una partita a Cape Town (Sud Africa). Durante il pasto avrebbero preso di mira due clienti del fast food con battute, atteggiamento derisorio e intimidatorio.

A lanciare le pesanti accuse contro le stelle degli All Blacks è Alexander Paterimos che sul proprio profilo Instagram ha scritto: “Siamo stati attaccati da membri della nazionale neozelandese di Rugby da Mc Donald’s la scorsa notte”, spiega il ragazzo che poi aggiunge: “Appena siamo entrati questi si sono messi a ridere e a prenderci in giro, poi hanno cominciato a filmarci per scherzo. Siamo stati insultati, chiamati ‘checche’ ad alta voce e gesti inequivocabili”. L’accusatore sostiene che aveva anche iniziato a filmare la scena, ma è stato fermato.

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All Blacks, accuse di omofobia: la società smentisce

Le pesanti accuse piovute addosso ai membri dei Crusaders e degli All Blaks hanno generato una bufera mediatica, costringendo la società di Rugby a rispondere sui propri profili ufficiali. Questa domenica la società ha pubblicato un comunicato nel quale si legge: “Siamo stati informati delle accuse relative ad un incidente che vede coinvolti alcuni nostri giocatori. Il post originale afferma che i giocatori si sono macchiati di atteggiamenti omofobici. I tre giocatori, l’amministrazione del team e i supervisori sudafricani hanno smentito decisamente quella versione dei fatti. Sono devastati dalle accuse”. Sull’argomento si è espresso in prima persona anche Colin Mansbridge, capo esecutivo dei Crusaders, dicendo: “La nostra è un’organizzazione che è impegnata nell’inclusione ed è orgogliosa di aver guadagnato la certificazione Rainbow Tick”.