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Vincent Lambert, il Vaticano: “Dignità violata”, non si ferma la mobilitazione

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Vincent Lambert, una dura presa di posizione del Vaticano: “Dignità violata”, non si ferma la mobilitazione dopo la ripresa delle cure.

Vincent Lambert
(screenshot video)

Novità positive nel caso di Vincent Lambert, il cittadino francese in uno stato di coscienza alterata dopo un trauma cranico subito nel 2008 in un incidente stradale. Ieri per lui è iniziata l’interruzione di alimentazione e idratazione. Dunque, è stata ‘staccata’ la spina, con molte polemiche per quanto sta accadendo. Nella serata di ieri, invece, è giunta la decisione della Corte d’Appello di Parigi che ha ordinato all’ospedale di riprendere le cure, accogliendo un ricorso (l’ennesimo) dei genitori dell’uomo.

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La presa di posizione del Vaticano su Vincent Lambert

La mobilitazione però non si ferma e nel pomeriggio di oggi è arrivata una nota congiunta firmata dal card. Kevin Farrell, prefetto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita e da mons. Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la vita, che chiede di trovare “al più presto soluzioni efficaci” e così tutelare la vita di Vincent Lambert. Quindi ribadiscono “la grave violazione della dignità della persona, che l’interruzione dell’alimentazione e dell’idratazione comportano”.

Il Vaticano, attraverso i suoi alti esponenti, ribadisce che lo stato vegetativo è “stato patologico certamente gravoso, che tuttavia non compromette in alcun modo la dignità delle persone che si trovano in questa condizione, né i loro diritti fondamentali alla vita e alla cura, intesa come continuità dell’assistenza umana di base”. Insiste la nota: “L’alimentazione e l’idratazione costituiscono una forma di cura essenziale sempre proporzionata al mantenimento in vita: alimentare un ammalato non costituisce mai una forma di irragionevole ostinazione terapeutica, finché l’organismo della persona è in grado di assorbire nutrizione e idratazione, a meno che non provochi sofferenze intollerabili o risulti dannosa per il paziente”.

Invece, la sospensione delle cure rappresenta per il Vaticano “una forma di abbandono del malato, fondata su un giudizio impietoso sulla sua qualità della vita, espressione di una cultura dello scarto che seleziona le persone più fragili e indifese, senza riconoscerne l’unicità e l’immenso valore. La continuità dell’assistenza è un dovere ineludibile”. Ieri, intanto, era arrivato il fermo tweet di Papa Francesco a favore della difesa della vita.