Quarto Grado, omicidio Katia Tondi: si attende il responso della perizia

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il marito avrebbe confessato?Nella puntata di questa sera a Quarto Grado si tornerà sull’omicidio di Katia Tondi: nei prossimi giorni si attendono i risultati della super perizia sul corpo che dovrebbe definire l’orario del decesso.

Questa sera nella puntata di Quarto Grado si tornerà a parlare della morte di Katia Tondi, morta per soffocamento nella sua abitazione di San Tammaro in provincia di Caserta. La donna, giovane mamma di 33 anni, è stata trovata distesa sul pavimento dal marito Emilio Lavoretano. Lo stesso ha chiamato i soccorsi, informando le autorità di quanto accaduto nell’appartamento.

Sebbene a primo acchito sembrasse che il marito non centrasse nulla con la morte della moglie, con il prosieguo delle indagini sulla sua posizione sono emersi alcuni dubbi. In primo luogo perché la testimonianza fornita agli agenti dall’uomo non corrisponderebbe con le risultanze del primo esame autoptico sul cadavere. L’uomo infatti ha dichiarato di essere andato a fare la spesa e di essere tornato a casa alle 19:00, ma l’autopsia sul corpo non ha messo d’accordo tutti: secondo uno dei medici la donna sarebbe morta intorno alle 20, mentre l’altro sostiene che il delitto possa essere avvenuto prima delle 19.

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Caso Katia Tondi, il marito confessò al telefono?

Ad acuire i dubbi sulla colpevolezza dell’uomo c’è la chiamata che questo effettuò al 118, nella quale dice: “Pronto, pronto, buonasera, al parco Laurus a San Tammaro, sta mia moglie a terra”, quindi mormora velocemente qualcos’altro. Durante una precedente puntata di Quarto Grado è stata fatta ascoltare la telefonata a rallentantore e sembra che Lavoretano dica “Sono stato io”. Dopo quella puntata la chiamata al 118 è stata inserita tra le prove dell’accusa, ma l’uomo si è sostenendo di aver detto: “Sta tutta nera”, riferendosi al colore che aveva assunto la sua pelle dopo l’avvenuto soffocamento.

La testimonianza non ha convinto del tutto la corte che ha stabilito che venga effettuato un secondo esame autoptico per confermare una volta per tutte l’orario del decesso di Katia. La perizia dell’esperto medico-legale dovrebbe togliere ogni dubbio sull’ora in cui la vittima è deceduta, se venisse confermato che la donna è morta dopo il rientro in casa del marito, Emilio Lavoretano non avrebbe più un alibi valido. Secondo l’accusa l’uomo avrebbe anche un movente. Pare infatti che questo si fosse macchiato di ripetuta infedeltà e che la moglie lo avesse scoperto in più di un’occasione.