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Strage di Erba, maresciallo non risponde a ‘Le Iene’: i dubbi restano – VIDEO

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:40
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Strage di Erba, ‘Le Iene’ chiedono spiegazioni al maresciallo responsabile delle indagini. Nessuna risposta

‘Le Iene’ chiedono spiegazioni all’ora ex maresciallo Gallorini, responsabile delle prime indagini sulla strage di Erba. Lui non risponde, i dubbi restano.

La strage di Erba continua ad essere al centro di una approfondita inchiesta da parte de ‘Le Iene’. La trasmissione di Italia 1 ha parlato più volte negli scorsi mesi dei punti poco chiari che riguardano il caso di cronaca avvenuto l’11 dicembre 2006. E per il quale sono stati condannati all’ergastolo i coniugi Rosa Bazzi ed Olindo Romano. L’inviato Antonino Monteleone, che ha intervistato i due in passato direttamente nei rispettivi carceri dove sono detenuti, ha raggiunto l’allora maresciallo Luciano Gallorini, il quale ha condotto le indagini sulla strage di Erba. Che vide tra le vittime Raffaella Castagna, il piccolo Youssef Marzouk, la madre di lei, Paola Galli e la vicina di casa Valeria Cherubini. ‘Le Iene’ sollevano grossi dubbi su come venne portata avanti l’inchiesta che si concluse con l’incriminazione di Rosa ed Olindo. La Bazzi pure accusa il maresciallo di aver fatto presto a mettere in carcere “due persone stupide”, in riferimento al fatto che la stessa Rosa sia analfabeta. “Aveva fretta di chiudere le indagini”. Ora la iena Monteleone ha raggiunto Gallorini, adesso in pensione, per sentire la sua versione dei fatti.

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Strage di Erba, due testimoni non vennero ammessi al processo

All’epoca il maresciallo raccolse la testimonianza di due persone: un tunisino conoscente di Azouz Marzouk ed un cittadino italiano, elettricista, che abitava a pochi metri dal luogo del delitto. I due non si conoscevano ma il loro racconto presentò diversi punti in comune, su tutti il fatto di aver visto delle persone allontanarsi dalla casa di Marzouk in tutta fretta. Da entrambi i resoconti pare che si tratti di persone che si esprimevano in lingua araba. Queste testimonianze non furono messe a disposizione della Procura in tempi brevi. ‘Le Iene’ hanno sentito di nuovo i due a distanza di anni, ricevendo le stesse identiche versioni fornite ai tempi. E si domandano come mai entrambi non sono stati ammessi al processo, come richiesto dalla difesa. Tra l’altro le loro versioni relative alla frequentazione di persone che parlavano arabo nella casa di Marzouk coincide anche con quanto affermato in apertura di procedimento da Mario Frigerio, marito della Cherubini e che si salvò nella strage di Erba perché creduto morto dagli autori.

Gallorini nega ogni addebito: “Venga rivisto il processo”

Si parla anche di un presunto tentativo riuscito da parte di Gallorini di influenzare Frigerio durante una visita in ospedale a quest’ultimo. Il maresciallo avrebbe persuaso il sopravvissuto ad incolpare Olindo. E difatti Frigerio da allora avrebbe cambiato versione. L’ex maresciallo nega, nonostante questa sia la convinzione anche di alcuni giornalisti ed esperti che in tutto questo tempo si sono interessati al caso studiandolo a fondo, come specificato da ‘Le Iene’. L’unico elemento che collegherebbe Rosa ed Olindo all’eccidio compiuto sembra essere una macchia di sangue di Valeria Cherubini sull’auto dei due. Ma qui c’è la convinzione che tale macchia sia giunta per contaminazione, durante i rilievi della scientifica. Senza contare che “chi ha firmato il verbale potrebbe non aver partecipato alle perquisizione”. E le numerose intercettazioni ambientali con protagonista Mario Frigerio sono scomparse nel nulla. Gallorini si è lasciato sfuggire a ‘Le Iene’ solamente un lapidario “Si riveda il processo”.

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