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Il Premier Ungherese Viktor Orban è tra le personalità più forti del panorama politico europeo. Le sue idee sono spesso in linea con quelle di Matteo Salvini

Viktor Orban chi è - Leggilo

L’incontro tra il Vicepremier Matteo Salvini e il Premier ungherese Viktor Orban sembra aver ribadito la simbiosi di entrambi in quanto ad idee e mosse future in campo politico. Qualche giorno fa, il Ministro dell’Interno ha raggiunto il leader a Budapest, dopo aver fatto visita al muro anti-migranti costruito al confine con la Serbia. Obiettivo comune dei due è creare un fronte sovranista in Europa, con un’alleanza tra il Ppe – Partito popolare europeo – e Salvini. I due, del resto, già in passato avevano discusso su un probabile coordinamento delle linee politiche. Ma chi è Viktor Orban? 

Carriera di Viktor Orban

Orban – il secondo leader più longevo dell’Unione europea, dopo la cancelliera tedesca Angela Merkel – è Premier dell’Ungheria dal 2010 e leader del partito Fidesz, del Ppe, che alle ultime elezioni ha superato il 50 per cento dei voti. Nato il 31 maggio del 1963 a , figlio di un imprenditore e di un’educatrice,ha cominciato la sua carriera politica all’età di 14 e 15 anni, muovendo i primi passi come segretario dell’organizzazione giovanile comunista – KISZ – obbligatoria per l’iscrizione all’università. Idee politiche radicalmente e palesemente cambiate tanto da fondare l’Alleanza dei Giovani Democratici di impronta anticomunista, la futura Unione Civica Ungherese durante i primi anni novanta. Nel 1990 Orban entra in parlamento, e si sposta nel centrodestra. Molti che non accettarono la svolta lasciarono il partito.

A seguito delle elezioni del 1998, Orban divenne per la prima volta capo del Governo. Si delineano così i primi connotati della sua politica e le prime azioni sono la riforma dell’amministrazione statale e un programma basato su liberalizzazioni e maggiore integrazione dell’Ungheria nell’Unione Europea, con l’ingresso nella Nato. Nel 2010, con una maggioranza politica di due terzi, Orban torna al Governo e introduce numerose modifiche alla Costituzione ungherese, rafforzando l’esecutivo e i tratti autoritari della sua politica. Quanto all’economia, Orban ha progressivamente abbandonato le politiche liberiste dei primi anni, orientandosi verso un potenziamento del settore pubblico.

Politica antimigranti

Le sue posizioni in tema migranti si delineano del 2015. Durante la crisi migratoria di quell’anno, Orban ha ordinato la costruzione di una barriera al confine con la Serbia, per bloccare l’immigrazione clandestina, aspramente combattuta dal leader ungherese con la riduzione del livello dei rifugiati. Orbán si oppone a qualsiasi quota obbligatoria a lungo termine dell’UE sulla redistribuzione dei migranti. Lo scorso giugno il parlamento ungherese ha approvato una legge che rende illegale aiutare i migranti irregolari che cercano di ottenere asilo nel paese. La legge rende punibile la stampa di volantini con informazioni utili per i richiedenti asilo, così come offrire loro cibo o consigli legali.

Chiunque cerchi di far entrare nel Paese gli immigrati, e di aiutarli, può essere punito con la reclusione fino ad un anno di carcere. Approvata anche la modifica della Costituzione per evitare che i paesi europei possano trasferire in Ungheria i richiedenti asilo, in aperta sfida alla politica comunitaria in tema di immigrazione.

Le elezioni del 2018

A seguito delle elezioni del 2018, Fidesz si è confermato primo partito della nazione, con il 49.27% dei voti espressi in suo favore e confermando Orbán a capo del governo. Uno dei primi provvedimenti messi in campo da Orbán in questa nuovo mandato è avvio dell’approvazione della cosiddetta legge Stop Soros, il finanziere ungherese additato come nemico pubblico in campagna elettorale. Il provvedimento impone una tassa del 25% su tutte le donazioni straniere a organizzazioni non governative che supportano i migranti nel Paese. Durante l’ultima campagna, il Primo Ministro ungherese ha accusato lo speculatore di un complotto per far fuori l’Ungheria con i migranti musulmani, per eliminare l’eredità cristiana del Paese. 

La carriera di Orban è lunga e non facilmente sintetizzabile, di certo le sue idee politiche si spostano dall’euroscetticismo, al populismo, al conservatorismo nazionale. Potrebbe avere qualcosa che lo lega a FI, o a FDI, o ancora ai nazionalismi di Le Pen e Trump. E, ovviamente, molti punti in comune con la Lega di Matteo Salvini.

Chiara Feleppa

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