Omicidio Vannini, nuova testimonianza a Le Iene: “Il carabiniere Izzo sa chi lo ha ucciso”

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Chi ha sparato a Marco Vannini? Nel corso dell’ultima puntata del Le Iene è emersa una nuova importante testimonianza al riguardo. 

Nuovi sviluppi sul caso Vannini. Nel corso dell’ultimo servizio de Le Iene è emersa una nuova testimonianza decisiva. Davide Vannicola ha infatti puntato il dito contro l’ex amico e comandante dei carabinieri di Ladispoli Roberto Izzo, accusandolo di aver mentito. In particolare, Izzo avrebbe detto chiaramente a Vannicola di aver consigliato ad Antonio Ciontoli di prendersi la colpa, come accadde a lui. E sarebbe stato Federico Ciontoli a sparare.

Vannicola ha ribadito anche al Fatto Quotidiano il racconto sulla confidenza fattagli da Izzo in merito ad Antonio Ciontoli: “Mi ha fatto capire che era stato il figlio, ma gli aveva consigliato di addossare la colpa al padre perché stando nei servizi segreti poteva avere uno sconto di pena”. E ancora: “Una volta i carabinieri vennero a cercare una pistola non denunciata a casa mia. Spontaneamente la consegnai. Chiamai il mio amico Izzo e mi disse: ‘Ce l’hai un papà? Dai la colpa a lui. Tanto ha 70 anni, non gli fanno nulla, non si farà un giorno di galera’”. Lo stesso Vannicola ha spiegato il motivo per cui non ne ha parlato con le autorità competenti: “Non ho avuto belle esperienze con i carabinieri e con la Procura di Civitavecchia. Mi sono fidato delle Iene. Io spero che comunque la magistratura mi ascolti e che non ci siano ritorsioni”.

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Le mosse del ministro e della Procura

La Procura di Civitavecchia non ha ritenuto finora opportuno sentire Vannicola per appurare se quel che sostiene sia vero o falso, ma presto dovrebbe essere inoltrata una richiesta di chiarimenti. Ancor prima della testimonianza in questione gli ispettori del ministero della Giustizia erano stati mobilitati dal Guardasigilli Alfonso Bonafede per studiare un paio di aspetti critici che meritano approfondimenti.

Il primo punto da chiarire è perché non sia stato fatto di più per risolvere il contrasto tra le dichiarazioni di Izzo e quelle di Martina Ciontoli, che aveva detto di non essere a conoscenza dell’esistenza di un colpo di pistola nel costato che aveva trapassato cuore e polmone della vittima. Se Ciontoli è stata creduta, perché nessuno ha contestato a Izzo la dichiarazione difforme? Inoltre, il generale Luciano Garofano, consulente di parte, si è lamentato del negato accesso alla casa dei Ciontoli per svolgere indagini sul luogo del delitto. Resta da capire, dunque, se la Procura aveva fatto tutto quel che poteva.

EDS