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Don Antonio Mazzi, chi è: età, carriera e vita privata del sacerdote

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Don Antonio Mazzi (Photo by Pigi CipelliArchivio Pigi CipelliMondadori Portfolio via Getty Images)

Uomo di Dio e di spettacolo, don Antonio Mazzi è una figura particolarmente controversa ma che, oltre a tutto questo, ha donato la sua vita al prossimo

Nato nel novembre del 1929, don Antonio Mazzi compirà 90 anni fra qualche mese e nonostante l’età il suo entusiasmo non cessa di essere forte e di ispirazione per tanti fedeli ma, soprattutto, per tutti coloro che hanno più bisogno di aiuto. Da sempre concentrato sull’educazione e fervente sostenitore del fatto che nessuno debba essere lasciato indietro, quest’uomo di Chiesa è stato trasportato dalla sua vocazione in luoghi molto lontani, sia fisicamente che con la mente. In questa domenica di Pasqua il parroco tornerà a Domenica In, dove in passato si era spesso recato per portare la sua opinione di sacerdote, ma di seguito troverete anche alcune curiosità su questo sacerdote, la cui figura nonostante le tante buone azioni compiute è stata più volte messa in discussione.

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Don Antonio Mazzi, carriera e vita privata di un sacerdote fuori dal comune

Lo scorso anno don Mazzi, che negli ultimi anni era rimasto più defilato rispetto al passato dal piccolo schermo, è stato aspramente criticato da Fabrizio Corona e, dopo la viceda, l’uomo di Chiesa è apparso sempre più di rado in televisione. Oggi sarà ospite di Mara Venier e insieme a lei ripercorrerà alcune puntate storiche di Domenica In, in quello che è stato preannunciato come un grande ritorno del sacerdote nello studio Rai. Don Antonio Mazzi è nato a Verona ed è cresciuto orfano di padre affacciandosi con molta convinzione al sacerdozio. Termina infatti gli studi al liceo del Seminario vescovile di Verona nel 1950 e continua gli studi teologici presso l’Università degli Studi di Ferrara. La congregazione cui il sacerdote appartiene è quella dei Poveri Servi della Divina Provvidenza, un istituto religioso particolarmente predisposto all’aiuto nei confronti dei bisognosi. Uomo di grande ingegno, don Mazzi inizia sin da giovanissimo a essere in prima linea nel mettersi al servizio dei più deboli e nell’insegnamento. Don Mazzi si dedica infatti moltissimo anche allo studio per imparare a saper interagire con giovani in difficoltà. Si specializza in psicologia, psicopedagogia, psicanalisi e nell’arco della sua vita viene insignito di tre lauree honoris causa in pedagogia, oltre che fare molte esperienze all’estero per imparare ad affrontare la tossicodipendenza, soprattutto giovanile. I primi incarichi di responsabilità gli vengono assegnati dal 1955 dove inizia a gestire la Città del Ragazzo di Ferrara e la Casa di Formazione a Roncà e successivamente il Centro Giovanile della parrocchia San Filippo Neri, nella borgata di Primavalle a Roma. Nel ‘74 si arma di spirito e ottiene una Convenzione con la Direzione Generale per la Leva del Ministero della difesa a favore degli obiettori di coscienza e nel ‘75 istituisce con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano iniziative volte a integrare giovani diversamente abili in percorsi formativi professionalizzanti. Il suo impegno contro la tossicodipendenza lo porta infine alla creazione del Progetto Exodus che si concerta a reintegrare soggetti disintossicati nella società e che ha salvato da allora un’innumerevole qualtità di giovani vite. Il parroco è giornalista professionista e collabora con molte testate come Famiglia Cristiana e ha all’attivo decine di libri fra cui l’autobiografia Amori e tradimenti di un prete di strada, edito nel 2017. Nel libro il parroco si racconta e si definisce nella frase “Essere prete è una cosa molto più impegnativa che fare il prete”.

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Marta