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Un post “ironico” di Carlo Calenda su Twitter ha sollevato un vero e proprio polverone: secondo l’ex ministro i “ceffoni ai figli fanno bene”.

Voleva essere una risposta ironica a una battuta di Giuliano Ferrara, e invece l’effetto è stato quello di un vero e proprio polverone. Carlo Calenda non immaginava neppure lontanamente che la sua “provocazione” sui ceffoni ai figli avrebbe scatenato tante polemiche sui social, ma tant’è. L’ex ministro dello Sviluppo economico, candidato del Pd alle prossime Europee, si è ritrovato suo malgrado al centro di una bufera che lo ha costretto a chiarire le sue posizioni.

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Carlo Calenda al centro della bufera

Come accennato, tutto è partito da un intervento dell’ex direttore del Foglio, il quale ha biasimato la partecipazione del figlio di Carlo Calenda alla manifestazione sul clima con la giovane attivista svedese Greta Thunberg. “Picchialo”, ha scritto scherzosamente l’Elefantino, con tanto di auguri di Buona Pasqua. Calenda è stato al gioco: “Quello sempre. Di base. Almeno due volte al giorno. Buona Pasqua anche a te”, ha risposto. Al che un terzo soggetto si è inserito nel botta e risposta, cinguettando: “Picchialo solo se laziale”. E così Calenda ha spiegato che il pargolo “si è beccato un bel ceffone per aver risposto male alla madre. E gli ha fatto un gran bene”.

Pur sapendo che i rischio di un’ondata di indignazione tra il popolo del web era in agguato, Carlo Calenda, attivissimo come sempre sui social, ha portato avanti quel dibattito semiserio. Le polemiche non hanno tardato ad arrivare. “Le mani non si dovrebbero mai usare”, ha protestato un utente, e l’ex ministro ha risposto: “Ogni tanto anche un bel calcione nel sedere funziona. Ma dà meno soddisfazione”. Apriti cielo. Qualcuno ha tirato in ballo le recenti cronache di bambini morti per maltrattamenti da parte dei genitori, ma Calenda non ha fatto marcia indietro… piuttosto ha delineato una sorta di regola aurea: “Mai sberle a un bambino piccolo. Scapaccione simbolico come estrema ratio. Ceffone ben assestato a adolescente grosso e turbolento. Ma anche qui solo casi rari e estremi. Non farlo quando c’è necessità è una grave responsabilità”.

Il tema si è fatto “caldo”, per non dire altro, ed è intervenuto anche il designatore Makkox per cercare di metterci una pezza: “Non ci credo che bisogna star qui a chiarire che quando uno dice: me te magnerei vivo, non sta incitando (nel 2019!) al cannibalismo”. Quindi Calenda ha provato a congedarsi: “E ora scusate ma devo andare a picchiare i figli, distruggere videogiochi e rubare uova di Pasqua alle signore anziane. Buona pasqua”. E ancora, a scanso di equivoci: “Siccome qui il livello di perspicacia si è abbassato riassumo: 1) come scritto il tweet su calci nel sedere era ironico; 2) sì, penso che un figlio adolescente possa ricevere un ceffone se fa qualcosa di eccezionalmente grave. Ora relax”. Caso chiuso?

EDS