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Pubblicità scommesse vietate: l’AgCom detta le regole

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Pubblicità scommesse vietate come previsto dal decreto dignità: c’è il rischio caos e ora interviene l’AgCom e detta le regole sul funzionamento.

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(Chris J Ratcliffe/Getty Images)

Nel decreto dignità del luglio 2018 (il numero 87) poi convertito in legge ad agosto 2018 ed ormai prossimo a produrre i suoi effetti, dall’estate del 2019, sono scritte le regole che riguardano il divieto di pubblicità nelle scommesse. Si tratta di una scelta netta da parte del governo, ma l’AgCom nel dettare le regole che regolamentano questo terreno impervio, ha evidenziato alcuni elementi critici, messi nero su bianco nelle linee guida.

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L’intervento dell’AgCom sul divieto di pubblicità di scommesse

Così, ad esempio, per le agenzie legali delle scommesse non ci sarà alcun diniego a esporre la propria insegna per strada, che servirà per contraddistinguerla da eventuali bische clandestine o più in generale agenzie “illegali”. La stessa misura vale per tabaccai ed edicole che permettono di giocare anche alle scommesse di Stato. In ogni caso, le agenzie di strada, i tabaccai e le edicole non potranno mostrare pubblicità esca che promettono vincite mirabolanti.

Da parte sua, inoltre, lo Stato incassa 10 miliardi di euro l’anno dalle giocate degli italiani e sebbene si prometta di combattere la ludopatia non può certo fare a meno di questi introiti erariali. C’è poi la preoccupazione delle televisioni, in particolare dei network che trasmettono partite di calcio: in Europa sempre più squadre di calcio hanno una società di scommesse come sponsor principale. Se la legge italiana in materia di contrasto alla ludopatia non cambia, chi trasmette partite sarà obbligato a oscurare il nome di questi sponsor. Lo stesso vale per i tabelloni pubblicitari di molti stadi europei. Una ‘censura’ che non sembra cosa da poco.