Home News Strage di Erba, la verità sul “nuovo” uomo di Rosa Bazzi

Strage di Erba, la verità sul “nuovo” uomo di Rosa Bazzi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:33
CONDIVIDI

Ancora un nuovo colpo di scena sulla strage di Erba. Spunta un presunto “spasimante” di Rosa Bazzi. E Azouz Marzouk scrive alla Procura generale di Milano.

Un detenuto innamorato di Rosa Bazzi, al punto da rifiutare un lavoro esterno pur di restare accanto a lei. E’ questa la clamorosa novità che emerge all’indomani della lunga intervista di Rosa Bazzi alla Iene. La diretta interessata (e consorte) smentiscono prontamente a mezzo del loro legale, l’avvocato Fabio Schembri, ma intanto il polverone è stato sollevato.

A lanciare l’indiscrezione è stato un giornale locale, la Provincia di Como. E al riguardo Schembri, ribadendo che Rosa e Olindo si vedono in carcere tre volte al mese e si sentono di continuo per telefono, fa notare una “strana coincidenza” visto che la notizia arriva da Como, “proprio la città in cui ha sede il Tribunale che per ben tre volte in pochi mesi ha ricevuto le ispezioni del ministero di Giustizia”. Anche il carcere di Bollate smentisce, precisando che le decisioni del detenuto erano legate a tutt’altre ragioni, ma tant’è.

La richiesta di Azouz Marzouk,

Intanto Azouz Marzouk, marito di Raffaella Castagna e padre del piccolo Youssef, entrambi trucidati nella strage di Erba, dopo l’intervista alle Iene chiede che Rosa Bazzi sia sentita nuovamente in una lettera indirizzata alla Procura generale presso la Corte d’Appello di Milano. “Nel corso dell’intervista Rosa Bazzi ha ribadito la natura inveritiera e dunque autocalunniatoria delle confessioni rese nel corso dell’indagine”, sostiene Marzouk, per cui è “necessaria la sua audizione nel procedimento di sollecito alla richiesta di revisione per frode processuale”.

Secondo Marzouk, in particolare, Rosa Bazzi sarebbe stata guidata dagli inquirenti nella confessione e condizionata da Olindo, al quale alcuni Carabinieri avrebbero prospettato dei benefici di legge per entrambi. In tal modo sarebbe venuta meno “la prova regina, cioè a dire l’assunzione di responsabilità dei condannati”: di qui la richiesta di revisione del procedimento per la strage di Erba.

EDS