CONDIVIDI
treviso incinta impiegata assunta
L’imprenditore Riccardo Pistollato (Facebook)

Arriva da Treviso la storia di un’impiegata di 28 anni che scopre di essere incinta e lo rivela al suo titolare: l’imprenditore, Riccardo Pistollato, le modifica il contratto da determinato a indeterminato.

E’ una bella storia quella che arriva da Treviso. Una di quelle che riconcilia col mondo dell’onestà, del lavoro e del buonsenso. Quante volte si sente in giro di donne licenziate perché in gravidanza? Non poche. E non sono pochi nemmeno i casi di ragazze, giovani o meno, che al momento di un colloquio di lavoro si sentono chiedere: “Hai intenzione di mettere su famiglia?”. Insomma, come se un matrimonio o la maternità costituissero degli elementi di svantaggio e anzi, di ‘pericolo’ per l’imprenditore o il titolare di turno. Ma non è sempre così, fortunatamente. E’ dal Veneto, infatti, che arriva l’esempio di come la valorizzazione della persona e soprattutto delle sue qualità umane vengano messe prima di tutto.

Per essere aggiornato su tutte le notizie: CLICCA QUI!

Leggi anche -> Facebook sul lavoro, Cassazione conferma legittimità licenziamento

Treviso, impiegata rivela al capo: “Sono incinta”, lui la assume a tempo indeterminato

Un’impiegata di 28 anni scopre di essere incinta. In molti casi un dramma, soprattutto se in quell’azienda ti trovi a due mesi dalla scadenza di un contratto a tempo determinato. E se il titolare decidesse di non rinnovare il rapporto di lavoro proprio ‘a causa’ di quel bambino probabilmente tanto atteso? Riccardo Pistollato, 36 anni, non ci ha pensato un attimo. Titolare della AgriCenter, azienda di articoli per il giardinaggio, l’orto e prodotti per l’agricoltura, ha accolto la sua dipendente e le ha fatto sottoscrivere un contratto a tempo indeterminato. “Mi ha dato fiducia mettendosi in una situazione potenzialmente vulnerabile – ha raccontato l’imprenditore sulle colonne de Il Messaggero – Ma se si dà onestà, si incassa onestà. Spesso gli imprenditori vengono dipinti come approfittatori che pensano solo a fare soldi sulle spalle dei dipendenti. Non è così. Solo creando una squadra e responsabilizzando i propri collaboratori è possibile lavorare uniti per un obiettivo comune”. La donna, oggi, ha 30 anni ed è parte integrante di una squadra di cinque dipendenti.