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Stasera, in prima serata su Rai 3, verrà trasmesso La mafia uccide solo d’estate, grande esordio alla regia del videogiornalista Pif. Approfondiamo la trama e tutte le curiosità sulla pellicola.

La mafia uccide dolo d’estate è il primo film diretto da Pierfrancesco Diliberto, conosciuto come Pif. La pellicola si pone l’obbiettivo di raccontare, goliardicamente, un tema a cui il giornalista siciliano è molto legato: la storia della mafia e dei giurati che hanno cercato di sconfiggerla.

La mafia uccide solo d’estate, la trama

Il film racconta la storia di Arturo Giammarresi, un ragazzino siciliano che si trova ad affrontare i problemi di ogni giovane della sua età: le prime amicizie, i primi litigi e i primi amori. Il giovane Arturo è però speciale, speciale perché fin dalla sua nascita si troverà legato ad una realtà siciliana, la mafia, che lo continuerà a sfiorare senza mai veramente toccarlo. Arturo ha anche la possibilità si conoscere i cavalieri della legge: i giurati che, senza timore, si erano prefissato di sconfiggere il mostro della malavita in Sicilia. Nel frattempo Arturo si appassiona al giornalismo, decidendo di raccontare le vicissitudini che lo circondano. La storia riesce abilmente a raccontare la realtà quotidiana di Arturo parallelamente a quella mafiosa, riuscendo a non spezzare l’armonia fra i due racconti. L’intento di Pif si delinea così minuto dopo minuto della pellicola: bisogna far ridere e saper educare alla mafia

La mafia uccide solo d’estate, curiosità

Il film, com’è facile comprendere, è una sorta di autobiografia di Pif. Il giovane regista punta a precisare che la storia racconta la vita di ogni siciliano di quel periodo: una vita passata tra risate e un costante, irreprensibile timore. L’idea della pellicola nasce da una puntata de Il testimone, programma condotto precedentemente dallo stesso Pif, basata sopra un argomento simile: poco tempo dopo il videogiornalista viene contattato dal produttore Mario Gianani per realizzazione di una pellicola riguardante la storia della mafia. A rendere interessante la pellicola è anche lo sviluppo della dualità dei personaggi: Arturo, la sua famiglia, i suoi amici devono combattere con la dura legge dell’omertà, una vita spezzata tra quotidianità e silenzio indotto dalla violenza e la paura. I giurati, coloro che parlano senza paura alcuna, vengono visti da Arturo (e da Pif) come veri e propri eroi che devono essere rispettati, ascoltati e seguiti nella loro crociata.