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spiega le cause: "Tutto è iniziato da lì"
(Getty Images)

Il papa emerito Benedetto XVI ha rintracciato le origini e le cause della pedofilia all’interno della Chiesa, spiegando che tutto è nato nel 1968.

Risulta ormai acclarato, visti soprattutto gli ultimi scandali emersi, come la pedofilia all’interno della Chiesa Cattolica sia un problema reale che non coinvolge solamente alcune “mele marce” ma l’intero apparato ecclesiastico, per anni garantista nei confronti di quei sacerdoti accusati di abusare del proprio ruolo per commettere crimini ai danni di bambini indifesi.

Lo scorso febbraio il Santo Padre ha voluto convocare una riunione internazionale con tutti i vescovi a capo delle Conferenze episcopali per cercare di fare un punto della situazione e stendere i punti principali sui quali si dovrà basare una rivoluzione interna che porti a condanna certa i colpevoli e permetta di evitare che altri casi vengano coperti dalle diocesi. I risultati di tale summit, però, non hanno convinto i media ed i fedeli, convinti che le soluzioni proposte siano ancora troppo vaghe ed inefficaci.

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Ratzinger rintraccia le cause della pedofilia nella chiesa nel collasso morale della società occidentale

A non essere rimasto troppo convinto dalle conclusioni del summit sulla pedofilia, anche il papa emerito Benedetto XVI, che proprio in questi giorni ha pubblicato un dossier di diciotto pagine in cui parla del problema della pedofilia all’interno della Chiesa ed in cui cerca di rintracciarne le origini e le cause. Ratzinger fa un’analisi teologica e sociale del fenomeno partendo dal cambiamento sociale avvenuto a metà degli anni ’60.

A suo avviso la rivoluzione dei costumi, il concetto di libertà sessuale emersi nel ’68 hanno portato: “Anche il fatto che la pedofilia sia stata diagnosticata come permessa e conveniente”. In quel periodo, spiega il papa emerito, c’è stato non sol un decadimento dei costumi, ma anche una crisi vocazionale, fenomeni che hanno condotto ad: “Un collasso della teologia morale cattolica che ha reso inerme la Chiesa di fronte a questi processi della società”.

Da quel periodo in poi, secondo Benedetto XVI, si diffuse il concetto che il bene non esistesse più e ad esso prevalesse ciò che più conveniva. Negli anni successivi si formavano quelli che il pontefice definisce “Club di omosessuali”. A quel punto il fenomeno era radicato, accettato e coperto. Infine il papa emerito ricorda come il primo a schierarsi apertamente contro a questi comportamenti fu Giovanni Paolo II nel 1993 con l’enciclica ‘Veritas Splendor’.